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Valle Ossi, il Comune tenterà il recupero dell'Ici mai pagata PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
sabato 24 novembre 2007

ImageValle Ossi: mai pagata l'ici come zona edificabile. Un risparmio, per i proprietari, di oltre mezzo milione di euro all'anno. Non poco se si considera che corrisponde ad un terzo del milione e 700mila euro all'anno che il Comune di Eraclea incassa complessivamente per l'imposta sugli immobili. Per il mancato pagamento dito puntato sulla Kempinsky Consultadoria & Servicos con sede in Portogallo e sul vecchio proprietario, Montresor di Verona.

Osvaldo Cesaro (Impegno per Eraclea) parla di "moralità violata, se si pensa alle tante famiglie che faticano ad arrivare a fine mese e pagano l'ici regolarmente, e ai casi di bisognosi che per dignità non osano chiedere". E puntando il dito anche contro l'amministrazione di Graziano Teso l'accusa di "inerzia e negligenza per non essersi ancora impegnata a recuperare l'evasione". I Montresor, nel 1996, rivendicando il preesistente diritto edificatorio del Piano di Fabbricazione degli anni '80, sono riusciti a spuntarla prima al Tar e poi Consiglio di Stato nei confronti della Regione che, nel 1993, aveva approvato il Prg stralciando d'ufficio Valle Ossi in quanto si trova a ridosso del 'Mort, un sito di grande valenza naturalistica, ora classificato Sic, Sito d'interesse comunitario. Ed appunto rivendicando il preesistente diritto edificatorio, deciso in epoca in cui le esigenze ambientali erano meno sentite che i proprietari dell'area sono riusciti a vincere contro la Regione. Ma nonostante la rivendicazione del diritto edificatorio, oggi in realtà ridotto, con l'ultima variante approvata definitivamente nel 2003, da oltre un milione di metri cubi si è scesi a 100mila metri quadri di superficie netta di pavimento, ovvero circa 400mila cubi. Messa una pietra sopra sugli anni precedenti, anche perchè è subentrata la prescrizione, Cesaro è preoccupato che inizino ad andare in prescrizione anche gli anni Ici dovuti in base alla variante del 2003. "In tutto - sostiene - sono quasi due milioni e mezzo di euro che potrebbero dare una mano consistente al bilancio comunale costretto spesso a lesinare su servizi sociali primari". Il sindaco Graziano Teso si è trincerato di fronte al Decreto Bersani, che offrirebbe solo ora certe possibilità di recupero, e le difficoltà giuridiche di rintracciare i proprietari e contestare loro l'imposta. "Per prima cosa - ha detto Teso - cercheremo, attraverso un convenzione con l'Agenzia del territorio di stimare il valore delle aree, poi procederemo".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 24.11.2007
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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