| Jasmine, una via per non dimenticare |
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| Scritto da Gianandrea Rorato | |
| giovedì 20 settembre 2007 | |
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«È arrivato il momento di una discesa in campo del mondo del lavoro e delle istituzioni locali, della politica, delle forze sociali. E deve avvenire attorno alla piattaforma sulla sicurezza predisposta da Cgil Cisl e Uil e approvata dall'assemblea dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza lo scorso giugno. Un'iniziativa forte che riproponga la gravità della questione, per diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro, che è cultura del buon lavoro».Anche Franca Porto, segretario generale Cisl Veneto, non usa mezzi termini: «Come rappresentanti dei lavoratori parteciperemo in massa ai funerali della ragazza: per stare vicino alla famiglia ma anche per segnalare il malessere della categoria», e allarga il discorso sulle morti bianche: «Siamo giunti ad un limite: anche nella serata di martedì c'è stato l'ennesimo morto sul lavoro a Meolo. I numeri parlano chiaro e le statistiche mettono nero su bianco un preoccupante trend in aumento. Per questo entro breve proporremo un tavolo di lavoro straordinario con tutti gli addetti ai lavori». Con due obiettivi: «Formazione dei lavoratori, anche i precari. Ma anche informazione: la sicurezza sul lavoro non può essere un tema di secondo piano». Il presidio dei lavoratori avviato all'indomani della tragedia è stato smantellato ieri mattina: alle 6 la ditta 3B ha ripreso normalmente l'attività produttiva con l'avvio dei turni previsti. Dall'azienda, una tra le realtà di punta a livello veneto nel settore del legno, si rimarca comunque come si stia perseguendo una politica di corretta formazione per tutti i lavoratori e come si dia ampia importanza, non solo in questo periodo, alla sicurezza. Salvatore Federico e Stefano Brunetta, segretari regionale e provinciale della Filca Cisl, lanciano un invito: dedicare alla povera ragazza la via su cui si affaccia la 3B. «Affinché questa tragedia non venga dimenticata - sottolinea Federico -. Il problema non sta nel tipo di contratto, ma nella formazione: cinque anni fa abbiamo chiesto all'azienda, senza successo, corsi per i neo-assunti. Che almeno questa morte serva a qualcosa: 4 ore di formazione per i nuovi arrivati». Intanto Stretti, la frazione di Eraclea, è in lacrime per la sua piccola "Smin", la 21enne operaia che per la sua piccola statura tutti in paese chiamavano con l'affettuoso diminutivo. E sarà proprio "Smin" il titolo della lettera che sabato mattina, alle 10, ai funerali che si svolgeranno nella chiesa parrocchiale San Tiziano, leggeranno le sue amiche d'infanzia in chiesa. |