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Jasmine, una via per non dimenticare PDF Stampa
Scritto da Gianandrea Rorato   
giovedì 20 settembre 2007

ImageLavoratori a braccia conserte, sabato, il giorno del funerale. Quindici minuti di fermo provinciale, contro la vergogna delle morti sul luogo del lavoro. Sarà un momento di lutto generale per i lavoratori del settore, quello delle esequie di Jasmine Marchese, la 21enne di Eraclea morta lunedì sera all'interno della "3B" di Salgareda in seguito ad un incidente sul lavoro. Così, le segreterie di Cgil, Cisl e Uil, intendono dare un senso alla protesta: Paolino Barbiero (Cgil), Maurizio Cecchetto (Cisl) e Antonio Confortin (Uil) hanno preso la decisione perchè «c'è bisogno di un'iniziativa condivisa di carattere provinciale che faccia emergere la volontà comune di sindacati e impresa che è doveroso oramai far passare una cultura della sicurezza: la vita è il valore di riferimento, non la produttività o gli interessi economici».

«È arrivato il momento di una discesa in campo del mondo del lavoro e delle istituzioni locali, della politica, delle forze sociali. E deve avvenire attorno alla piattaforma sulla sicurezza predisposta da Cgil Cisl e Uil e approvata dall'assemblea dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza lo scorso giugno. Un'iniziativa forte che riproponga la gravità della questione, per diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro, che è cultura del buon lavoro».Anche Franca Porto, segretario generale Cisl Veneto, non usa mezzi termini: «Come rappresentanti dei lavoratori parteciperemo in massa ai funerali della ragazza: per stare vicino alla famiglia ma anche per segnalare il malessere della categoria», e allarga il discorso sulle morti bianche: «Siamo giunti ad un limite: anche nella serata di martedì c'è stato l'ennesimo morto sul lavoro a Meolo. I numeri parlano chiaro e le statistiche mettono nero su bianco un preoccupante trend in aumento. Per questo entro breve proporremo un tavolo di lavoro straordinario con tutti gli addetti ai lavori». Con due obiettivi: «Formazione dei lavoratori, anche i precari. Ma anche informazione: la sicurezza sul lavoro non può essere un tema di secondo piano». Il presidio dei lavoratori avviato all'indomani della tragedia è stato smantellato ieri mattina: alle 6 la ditta 3B ha ripreso normalmente l'attività produttiva con l'avvio dei turni previsti. Dall'azienda, una tra le realtà di punta a livello veneto nel settore del legno, si rimarca comunque come si stia perseguendo una politica di corretta formazione per tutti i lavoratori e come si dia ampia importanza, non solo in questo periodo, alla sicurezza. Salvatore Federico e Stefano Brunetta, segretari regionale e provinciale della Filca Cisl, lanciano un invito: dedicare alla povera ragazza la via su cui si affaccia la 3B. «Affinché questa tragedia non venga dimenticata - sottolinea Federico -. Il problema non sta nel tipo di contratto, ma nella formazione: cinque anni fa abbiamo chiesto all'azienda, senza successo, corsi per i neo-assunti. Che almeno questa morte serva a qualcosa: 4 ore di formazione per i nuovi arrivati». Intanto Stretti, la frazione di Eraclea, è in lacrime per la sua piccola "Smin", la 21enne operaia che per la sua piccola statura tutti in paese chiamavano con l'affettuoso diminutivo. E sarà proprio "Smin" il titolo della lettera che sabato mattina, alle 10, ai funerali che si svolgeranno nella chiesa parrocchiale San Tiziano, leggeranno le sue amiche d'infanzia in chiesa.


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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Treviso del 20.09.2007
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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