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Operaia di Eraclea schiacciata dalla pressa PDF Stampa
Scritto da Gianandrea Rorato e Serena Masetto   
mercoledì 19 settembre 2007

ImageEnnesima vittima sul lavoro nella Marca. Aveva 21 anni, Jasmine Marchese: è morta lunedì sera, intorno alle 22, in un reparto della "Tre B" di Salgareda, imporrante azienda di ante per mobili in via Delle Industrie, nella zona industriale del paese. La giovane operaia stava lavorando accanto ad una pressa compattatrice di residui plastici, quando è stata travolta e schiacciata dal macchinario, del peso di circa 10 quintali, e che si sarebbe improvvisamente rovesciata. Inutile ogni soccorso. Erano circa le 22: sul posto Vigili del Fuoco, Spisal, Pronto soccorso e i Carabinieri.

La ragazza, nata a Conegliano ma residente a Stretti di Eraclea, a circa 25 km da Salgareda. La ditta, per bocca del direttore del personale Dario Andrin, ha confermato l'incidente, ma il commento è stato telegrafico: «C'è stato questo incidente, la ragazza è deceduta schiacciata dalla pressa. Possiamo dire di aver assicurato in tutti i modi i criteri della sicurezza sul lavoro». Ieri lo stesso sindaco Vito Messina si è recato sul luogo per capacitarsi dell'accaduto: «Sono profondamente addolorato perché una ragazza così giovane, con tutta la vita davanti, è morta a causa di un incidente gravissimo. Ho parlato con il titolare, Guglielmo Bergamo, il quale mi ha confermato come tutti i criteri di sicurezza sul lavoro sono stati seguiti. Ovvio che non spetta a me commentare tecnicamente l'accaduto, posso però testimoniare il dolore di tutta la nostra comunità per la scomparsa di una ragazza così giovane che veniva a Salgareda da un altro comune solamente per lavorare. In un età magari in cui altri coetanei pensano a divertirsi, Jasmine era una giovane con la testa sulle spalle, molto responsabile e laboriosa. Tutta Salgareda è decisamente costernata e in lutto». A ricevere la chiamata dei carabinieri di Ponte di Piave, all'1 di notte, sono stati i genitori Oreste Marchese e Adele Rizzo. Jasmine aveva svolto vari lavori prima di trovare l'impiego a Salgareda, dove lavorava pure nei turni serali. Era stata anche metalmeccanica a Eraclea . Poi la ditta aveva chiuso, decidendo di provare una nuova strada alla Tre B. Eleonora Boraso, la nonna di Jasmine: «Mia nipote era allegra, solare, simpatica, spensierata. Era nel fiore degli anni. Io non so se qualcuno ha provocato la morte di mia nipote. E soprattutto non ci interessano i risarcimenti. Non serviranno a far tornare a vivere la nostra Jasmine». Circa le cause della tragedia il pm di turno Valeria Sanzari non avrebbe riscontrato responsabilità da parte dell'azienda. Non così invece per il collega di lavoro della giovane operaia: sollevando col muletto un carico, avrebbe agganciato il macchinario su cui stava lavorando Jasmine, rimasta schiacciata nel ribaltamento. Per l'uomo, l'accusa formulata nel fascicolo aperto a suo carico dalla Procura trevigiana, è di omicidio colposo.


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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Treviso del 19.09.2007
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