| Catturato a Eraclea giovane albanese ricercato per omicidio |
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| Scritto da Monica Andolfatto | |
| domenica 09 settembre 2007 | |
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Secondo gli investigatori del reparto operativo di Firenze, comandati dal colonnello Stefano Fedele, non ci sono dubbi: sarebbe proprio Preci l'esecutore materiale di un delitto maturato all'interno di una faida fra bande provenienti dal Paese delle Aquile e maturata nell'ambito del controllo dello sfruttamento della prostituzione. Un altro pericoloso criminale, ancora di nazionalità albanese, catturato nel Veneto Orientale. Solo una coincidenza? Appena quattro giorni fa, è stato il turno di Naim Stafa, una delle presunte belve di Gorgo al Monticano. Dopo due settimane di una serrata caccia all'uomo, i carabinieri lo hanno sorpreso a San Donà, a poca distanza da Eraclea: stava aspettando l'autobus come una persona qualsiasi. A inchiodare questo trentatreenne pluripregiudicato, prove schiaccianti: il 21 agosto insieme a un coetaneo albanese nella dependance di villa Durante, nel trevigiano, avrebbe infierito in maniera bestiale sulla coppia di custodi, Lucia Comin e Guido Pelliciardi, assassinati solo dopo terribili e inaudite sevizie: una mattanza che ha scioccato l'opinione pubblica. «La nostra è una zona di confine - spiegano alla compagnia die carabinieri di San Donà - vicina al confine e quindi di passaggio per chi ha intenzione di prepararsi ad abbandonare l'Italia. La presenza di albanesi è massiccia ma va precisato che molti sono onesti e non hanno nulla a che fare con la giustizia. Hanno trovato lavoro, hanno formato una famiglia e si sono anche comperati una casa. Controlli ne facciamo costantemente, ma individuare i criminali clandestini non è semplice. E spesso, c'è da dire, vengono accolti da parenti o amici che non sospettano nulla ». Come Fabiol Preci: ricercato in tutta Italia, era stato localizzato nel Veneto Orientale solo da pochi giorni. Aveva trovato ospitalità nell'abitazione di un altro albanese, a poche centinaia di metri da piazza Garibaldi, nei pressi della chiesa. «Allo stato attuale - spiega il colonnello Fedele - non abbiamo elementi a carico della persona che lo ha accolto in casa propria: è infatti verosimile che non fosse a conoscenza dei trascorsi criminali di Preci». All'individuazione del killer, i militari toscani sono giunti indagando nel mondo delle lucciole: la notte che ha colpito in via Circondaria a Firenze, non era solo. Nell'auto che ha affiancato la Volvo di Daci, viaggiavano altre tre persone: gli aggressori hanno agito a colpo sicuro, per strada, come un vero commando. All'agguato sono sfuggiti altri due albanesi che non hanno esitato a lasciare Daci in balia dei suoi aguzzini che lo hanno circondato e ferito a morte, abbandonandolo in mezzo alla strada in una pozza di sangue. Ieri alla sua cattura hanno partecipato anche i carabinieri della compagnia di San Donà e della stazione di Eraclea , di rinforzo ai colleghi fiorentini. Molte le persone che hanno assistito all'operazione dell'Arma: «Che stesse succedendo qualcosa di grosso lo abbiamo capito subito. Non s'erano mai visti tutti quei militari - dice un testimone - e quando hanno portato via l'albanese abbiamo pensato che si trattasse di uno importante, non certo di un semplice ladro. Sapere che si trattava di un assassino certo non ci mette tranquilli». Condotto in caserma e identificato, Preci è stato quindi scortato nel carcere di Firenze. I suoi complici sono ancora latitanti. |