| Camping Marina, lite in Forza Italia |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| venerdì 24 agosto 2001 | |
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«Riaprire al più presto il campeggio Marina di Santa Croce per rilanciare l'offerta turistica di Eraclea Mare in funzione ambientalista e naturalista».Graziano Teso ex presidente dell'Apt ed ex vicesindaco, attualmente all'opposizione in consiglio comunale, vuole accelerare il ripristino della struttura ricettiva comunale chiusa da un decennio. «Nonostante nella campagna elettorale del '95 la riapertura del campeggio fosse stata messa al centro del programma elettorale dell'attuale sindaco Argentoni - ricorda Teso - nessun passo avanti in questa direzione è stato finora fatto con un rilevante danno erariale: nell'89 l'acquisizione della struttura costò 1 miliardo e 700 milioni e la sua chiusura ha provocato un danno erariale di oltre un miliardo, solo per canoni non incassati. Senza contare i danni alle strutture oramai completamente degradate. Due anni fa hanno fatto un appalto per la costruzione e la gestione che non stava in piedi. A partecipare a quel bando fu solo la cooperativa Cart di Ravenna. Poi non si è più saputo nulla. Perchè la cooperativa non ha fatto valere le sue ragioni di unica partecipante? Perchè il progettista incaricato non ha preteso la parcella nonostante avesse regolarmente svolto il suo lavoro?».Ma se Teso punta il dito contro l'attuale amministrazione il suo compagno di partito in Forza Italia, Mario Boso, ex assessore del Comune ed ex presidente dell'Eraclea Turismo spa, attuale presidente dell'Associazione albergatori, ribalta l'accusa: «È colpa di Teso se il campeggio è rimasto chiuso e ora si trova in queste condizioni. È stato lui ad opporsi, quando era vicesindaco, votando contro in consiglio comunale, che l'Eraclea Turismo, allora spa, si occupasse della ristrutturazione dell'intero complesso. Come spa, io allora ero presidente, avevamo ottenuto dalla Rolo Banca un finanziamento di 2 miliardi e 700 milioni. Dopo aver fissato un canone simbolico per il Comune di 70 milioni all'anno, avevamo calcolato che la spesa sarebbe stata ammortizzata nel giro di 12 anni e nel contempo avremmo ricavato anche le risorse per potenziare servizi e strutture turistiche di Eraclea Mare. Avremmo potuto fare come a Jesolo ha fatto la Jesolo Turismo spa che con le risorse ricavate da un solo campeggio ha realizzato una miriade di cose. Bisogna quindi non cedere a terzi, ma affidarsi all'Eraclea Turismo, ora srl, essendo l'unica via praticabile per sviluppare il turismo nel nostro Comune». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 25.08.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |