| Tutto bloccato, si "commemora" il decennale della chiusura del campeggio Marina di S. Croce |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 22 agosto 2001 | |
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Cade in questi giorni il decennale della chiusura del campeggio comunale Marina di Santa Croce: continuano a protestare i turisti, gli operatori e le stesse opposizioni politiche uscite con un manifesto di fuoco. La prima e più nota struttura ricettiva, su cui Marco Aurelio Pasti ha fondato la spiaggia di Eraclea Mare, è abbandonata al più avvilente degrado perchè "il Comune aveva altre cose a cui pensare". È lo stesso assessore all'urbanistica Roberto Zucchetto ad ammettere la causa degli ultimi ritardi: "dopo l'esposto del Wwf e il blitz in muncipio della Guardia di Finanza in maggio siamo stati costretti, per la delicatezza della materia e le vicissitudini locali (ad esempio le dimissioni del dirigente dell'ufficio urbanistico che seguiva la pratica), ad accantonare il procedimento sulla riapertura del campeggio, per sbrigare le urgenze accumulate sul rilascio delle concessioni edilizie". Superati i tempi della telenovela, la chiusura del campeggio, una stuttura fronte mare su 50.000 mila metri di pineta, è diventata incredibile. Nel 1992 l'intervento dei Carabinieri del Nas, dopo il contenzioso giudiziario con i gestori, infine, con il ritorno in possesso del Comune a pieno titolo, l'iniziativa di un appalto concorso che prevedeva la concessione con costruzione e gestione. In pratica l'impresa che vinceva il bando si incaricava della bonifica e della costruzione di strutture, bungalow, servizi e piazzole, in contropartita di un affidamento in gestione ventennale. Un'operazione vantaggiosa per il Comune che non avrebbe tirato fuori una lira. Purtroppo però nelle opere previste c'era anche una strada ricadente su un'area destinata a verde pubblico, poco funzionale al campeggio, ma di servizio al vicino Residence dei Lecci. Poco male, vista l'appetibilità dell'operazione, per l'eventuale impresa vincitrice dell'appalto, che avrebbe potuto considerare la spesa come un onere aggiuntivo non per il Wwf preoccupato per il previsto abbattimento di alcune decine di alberi. Dopo un esposto alla Magistratura per vizi procedurali, non avendo il Comune concluso la necessaria variante urbanistica per la trasformazione in strada di un'area verde, tutto è stato bloccato. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 22.08.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |