| Arresti domiciliari per i due italiani |
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| Scritto da Gianluca Amadori | |
| mercoledì 16 maggio 2007 | |
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16 maggio 2007 I due sono stati interrogati ieri mattina, nel carcere veneziano di Santa Maria Maggiore, dal giudice per le indagini preliminari Giuliana Galasso, la quale non ha convalidato l'arresto di F.D.M., in quanto non vi era nei suoi confronti flagranza di reato. In ogni caso il gip ha ritenuto sussistenti gravi indizi di colpevolezza nei confronti di entrambi in relazione al reato di detenzione di droga a fine di spaccio, e ha concesso loro gli arresti domiciliari. Resta in carcere, invece, il fornitore della cocaina, Z.B.M., mentre il giudice ha disposto la remissione in libertà di altri due marocchini: stavano aspettando il connazionale in auto e non vi è prova di un loro coinvolgimento nell'episodio di spaccio. I carabinieri ritengono che il marocchino abbia ceduto a V.M. una cinquantina di grammi di cocaina, ma soltanto una ventina sono stati rinvenuti nella siepe all'esterno dell'albergo. «Il mio cliente non era in possesso di droga e ha respinto ogni accusa di spaccio di stupefacenti», ha dichiarato il legale di F.D.M., l'avvocato Bruno Alderuccio, il quale precisa che il giovane non è il gestore dell'albergo. Anche V.M., assistito dall'avvocato Walter Drusian ha accettato di rispondere alle domande del giudice, mentre i tre marocchini, difesi dall'avvocato Giorgio Pietramala, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I carabinieri ritengono che la droga sequestrata sabato notte fosse destinata a rifornire un coca party organizzato all'interno dell'albergo. I partecipanti alla festa, una trentina di ragazzi e ragazze, interrogati dopo il blitz, hanno però dichiarato che fino a quel momento non era girata cocaina. |