| È scontro sul piano produttivo |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 22 agosto 2001 | |
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Il caso di via Interessati al centro del dibattito sulla variante urbanistica al piano produttivo. I temi della bretella e dell'area produttiva in coabitazione con quella residenziale sono stati al centro di un vivace e appassionato dibattito in consiglio comunale. All'assemblea pubblica, convocata per discutere delle circa 60 osservazioni presentate al piano, si doveva discutere di tutte le realtà produttive del territorio comunale (Stretti, Torre di Fine, Ponte Crepaldo, capoluogo) ma alla fine si è parlato solo di via Interessati. Non che da Stretti mancasse una nutrita rappresentanza, anzi il presidente della Pro Loco, Tiziano Zanchetta, e i consiglieri comunali d'opposizione, Giorgio Talon e Santina Zanin, hanno fatto sentire la loro presenza, e con questo rinunciando a presunti atteggiamenti aventiniani. Ma a monopolizzare la discussione sono stati i residenti di via Interessati, giunti in massa. Agguerritissimi. Hanno dato vita ad un'accesa, civile, diatriba che ha fatto riconciliare con i temi dell'urbanistica. Temi scottanti, patiti sulla propria pelle. E lo stesso assessore all'urbanistica, Roberto Zucchetto, ha dovuto riconoscere le loro ragioni e l'utilità del dibattito. Il primo nodo da sciogliere riguardava la destinazione urbanistica dell'area ad est di via Interessati (per quella ad ovest già l'amministrazione aveva accolto l'osservazione dei residenti sul destino commerciale dell'area): destinarla a fini residenziali (ora è classificata agricola) o prevedere uno sviluppo produttivo per consentire l'ampliamento ad alcune aziende presenti, come sarebbe intenzionato a fare il Comune? Un problema non da poco se si pensa che attualmente convivono in situazione conflittuale residenze di origine agricola - anche se l'attuale aspetto delle abitazioni ha perso le caratteristiche originarie - e attività produttive artigiane ed industriali derivate da una progressiva trasformazione di originari capannoni agricoli. I residenti, naturalmente, vorrebbero preservare la vivibilità della zona e indirizzare le attivita produttive presenti verso le zone previste per gli insediamenti produttivi, gli amministratori invece vorrebbero tener conto anche delle esigenze degli insediamenti produttivi, talora preesistenti alle stesse residenze "agricole". L'enigma urbanistico da risolvere quindi è come garantire le diverse esigenze. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 22.08.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |