| Il difensore civico contro il sindaco Teso «Diffamato sul caso Alisea, lo denuncio» |
|
|
| Scritto da Maurizio Marcon | |
| venerdì 27 aprile 2007 | |
|
Competenza che invece il difensore civico regionale ha avuto trasferita, dopo la soppressione del Coreco, Comitato regionale di controllo, ancorchè non abbia mantenuto il potere di annullare l'atto eventualmente illegittimo. In sostanza il difensore civico regionale, come peraltro sostenuto dalla lettera di risposta del presidente del consiglio regionale Marino Finozzi, con allegata la nota del dirigente regionale per l'assistenza legislativa, Mirella Gallinaro, ha i poteri di controllo degli atti amministrativi pubblici senza peraltro avere il potere giuridico di intervenire, magari annullando, sull'atto. Inoltre, diversamente da quanto sostenuto dal sindaco Teso, che aveva chiesto un intervento agli organi politici della Regione per "dare le giuste direttive" al difensore civico, il presidente Finozzi ricorda che tale organo "svolge la sua attività al servizio dei cittadini in piena libertà e indipendenza e non è sottoposto ad alcun forma di controllo gerarchico e funzionale". Insomma l'attività del difensore civico deve svolgersi in piena autonomia ed indipendenza. Interessante notare che anche sul presunto giudizio di illegittimità, dell'atto (l'affidamento in house del servizio rifiuti ad Alisea), espresso da Bottoli su istanza del consigliere di minoranza Osvaldo Cesaro, la Gallinaro concorda con il difensore civico. Ma in questo caso si era messa in realtà in discussione la competenza del difensore civico. "In pratica - spiega Bottoli - il nostro giudizio, nel caso dell'affidamento in house di Eraclea, di illegittimità, deve essere considerato come un parere di un giudice terzo, a beneficio della pubblica amministrazione che così può agire di conseguenza, ponendovi eventualmente rimedio con atti di autotutela. Cosa serve quindi penalmente il nostro parere? Sostenere eventualmente, in caso di procedimento penale, che il pubblico amministratore era informato. Nel caso del macroscopicamente illegittimo affidamento in house ad Alisea, Teso ha dichiarato anche il falso quando ha sostenuto che si era avvalso di un autorevole parere legale di un docente universitario, interpellato però successivamente all'atto e ricevendone peraltro un parere corretto: quell'affidamento in house ad Alisea non si poteva fare". |