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«Siamo dell'Ulss», via con i risparmi di una vita PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 08 aprile 2007

ImageLui 85 anni, cardiopatico, stava coltivando l'orto, lei 79 anni, bloccata in cucina su una sedia dall'invalidità, l'altra mattina si sono trovate di fronte una coppia di trentenni complimentose e gentili, dall'abile parlantina veneta, che dicevano di essere personale sanitario dell'Ulss inviato per disinfettare la loro casa da tubercolosi e ratti. Dopo un'ora, quando la coppia di anziani si è accorta di essere stata derubata dei risparmi di una vita, scoppia il dramma fatto di delusione, vergogna, e forse anche di rabbia. Per entrambi stato di shock con ricovero d'urgenza in ospedale dell'uomo cardiopatico.

A godere, forse, le due donne malandrine, per il denaro rubato con una spietata, seppur abile, sceneggiata. Arrivate nella casa dei due anziani, che vivono in una frazione di Eraclea, a bordo di una utilitaria bianca, vestite di nero, capelli castani, parlata sciolta del Piave, le due donne hanno iniziato a parlare di malattie, di tubercolosi in particolare, portata da tutti questi extracomunitari africani. E poi i topi e le pantegane, una vera invasione. Ecco perchè l'Ulss ha deciso una campagna di disinfezione e disinfestazione. Dopo quel primo sopralluogo, fatto da loro per testare gli ambienti, nel pomeriggio sarebbero arrivati i vigili urbani che assieme ai tecnici dell'Ulss avrebbero proceduto con la disinfezione vera e propria. Attenzione, però, i liquidi utilizzati sarebbero stati così potenti che eventuali libretti di risparmio, effetti bancari e banconote sarebbero state a rischio. Meglio quindi verificare subito la situazione. E mentre una delle donne è rimasta in amorevole conversazione con l'anziana donna, non lesinando in complimenti per la casa e il modo di tenerla, l'altra donna riusciva a scardinare le difese dell'uomo e ad entrare nella sua più completa fiducia, al punto di farsi mostrare il nascondiglio dei suoi risparmi. Un posto cosi nascosto che mai sarebbe stato scoperto se non fosse stato rivelato da chi lo aveva pensato. Si trattava infatti di andare nell'angusta soffitta al secondo piano, costituita da un basso sottotetto, aprire una porta segreta dentro la quale c'era un vecchia valigia legata con un catena e un lucchetto che a sua volta conteneva la piccola cassaforte con i risparmi dei due anziani. Dopo pochi minuti che l'anziano aveva mostrato fiducioso i diversi livelli di sicurezza della sua piccola cassaforte, la coppia ha notato che le due donne erano sparite e con loro la valigia.


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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 08.04.2007
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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