| Quattromila abitanti senza una farmacia |
|
|
| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 08 aprile 2007 | |
|
In sostanza, sostiene la Corte Costituzionale, per istituire una farmacia è necessario seguire esclusivamente la normativa nazionale che prevede un preciso iter amministrativo, ovvero una preventiva revisione biennale della pianta organica regionale, basata su richieste provenienti dai comuni che a loro volta revisionano la pianta organica comunale seguendo rigidi criteri numerici che prevedono una farmacia ogni 5 mila abitanti, o 4 mila in comuni sopra i 12.500 abitanti. Criteri peraltro contestati in quanto non tengono conto che in questi ultimi anni il consumo di farmaci è decuplicato, o di situazioni particolari, come appunto il territorio di Eraclea, che da un lato è comune turistico e dall'altro molto esteso (96 chilometri quadrati) e con gli abitanti particolarmente dispersi. Succede così che a Eraclea Mare, località turistica con 200 abitanti stabili, c'è la farmacia, mentre a Ponte Crepaldo, con 4 mila residenti, no, e questo nonostante disti 4 chilometri dalla farmacia più vicina del capoluogo, raggiungibile solo attraverso la trafficatissima provinciale 42 jesolana, ancora priva di pista ciclabile ed elementari norme di sicurezza. Una situazione, appunto, così particolare che ha portato tutti gli enti locali, dall'Ulss al Comune, a chiedere una deroga alla normativa nazionale vigente che il Consiglio regionale, all'unanimità, ha raccolto votando in deroga una apposita legge istitutiva della farmacia, così come per Valeggio sul Mincio. Ora la Corte Costituzionale sostiene che in questo campo non ci possono essere deroghe, in quanto la farmacia istituita con legge regionale sarebbe privilegiata non essendo soggetta a revisione biennale della pianta organica. A questo proposito il sottosegretario agli Interni, Franco Bonato, conoscendo la situazione limite di Ponte Crapaldo, aveva annunciato la prossima modifica della normativa nazionale, ma poi la lobby dei farmacisti si è messa in moto, e il governo ha ripiegato sulla liberalizzazione delle estetiste e dei barbieri. |