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In consiglio stop del sindaco all'antenna PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
sabato 24 marzo 2007

ImageStando al dibattito del consiglio comunale, scaturito dall'interpellanza di Stefano Boso ("Impegno per Eraclea") sull'installazione dell'antenna per la stazione radio per telefonia mobile della Ericsson, sul retro del cimitero e sopra le teste degli alunni di tre plessi scolastici del capoluogo (scuole dell'infanzia, elementare e media inferiore), gli installatori ne avrebbero combinate di tutti i colori, e non solo sotto l'aspetto dell'abuso edilizio e urbanistico. Reati peraltro registrati dalla stessa Polizia Locale che dopo un sopralluogo con i rilievi di fotografici non ha potuto che avviare l'iter di Polizia per la contestazione.

Obbligato, quindi, l'annuncio in diretta consigliare del sindaco Graziano Teso della sospensione dei lavori e dell'iter autorizzativo per l'installazione dell'antenna con il proposito di resistere anche legalmente nell'eventualità di una offensiva giudiziaria della Ericsson. E pensare che proprio il giorno del consiglio, come ha detto l'assessore Santina Zanin, era arrivato in Municipio, il via libera dell'Arpav, che evidentemente ha dato parere favorevole senza vedere il sito d'installazione e il regolamento comunale. Ed è qui il punto di base, peraltro sollevato dalla stessa petizione popolare, organizzata da genitori e insegnanti dei tre plessi scolastici: cosa serve che il Comune abbia adottato un piano delle antenne con un regolamento che individua per il capoluogo i siti della zona industriale e degli impianti come adatti all'installazione di antenne per la telefonia, mentre considera aree sensibili quelle scolastiche? Il sindaco Teso prima si è rammaricato di dover confrontarsi con interlocutori, i gestori di telefonia mobile, molto potenti e ben assistiti da un punto di vista legale, poi di fronte ai rilievi di Stefano Stefanetto ("Eraclea con amore") ha dovuto prendere atto. "L'installazione - ha detto Stefanetto - oltre ad offendere il nostro paesaggio e un luogo caro ai nostri cittadini, viola il regolamento comunale e la legalità in più punti, ad iniziare da quella platea di cemento gettata sopra il canale di via Paludelli, una via scolante portante per una zona ad alto rischio idraulico. In più c'è da registrare la truffa nei confronti del cittadino proprietario del terreno che prima rifiuta di cedere alla compagnia telefonica e poi si accorda bonariamente con il comune per consentire l'ampliamento del cimitero e trovarsi invece l'antenna che non voleva".


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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 24.03.2007
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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