| Per Giorgio camera ardente in consiglio comunale |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| sabato 24 marzo 2007 | |
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Certi dicono addirittura la prima, visto che vivendo da celibe, il suo massimo lo dava adottando proprio la famiglia del Municipio. Anche quando era in ferie, una capatina la faceva sempre per sapere "se tutto andava bene". C'era grande mestizia ieri nella casa comunale, e non solo per quel mazzo di fiori posto sul davanzale della finestra del suo ufficio chiuso. Le facce affrante dei suoi colleghi, la poca voglia di parlare e solo per ricordare i tanti gesti della sua grande generosità e disponibilità nei confronti di tutti. Il riconoscimento di come il senso del "Comune" assumeva in lui il livello più elevato di spontaneità e disinteresse. Un vero esempio. Ecco perchè l'allestimento della camera funebre in sala consigliare, dove si può dire Giorgio era il bonario padrone di casa, pronto con le registrazioni come con le urne di votazione o la bottiglia d'acqua minerale, è un onore dovuto se si pensa alle tante ore passate in quella sala. Oggi si sarebbe dovuto svolgere la festa della "classe '48", la sua classe, alla quale partecipava come membro del direttivo, la stessa classe, come ci tiene a dire, del sindaco Teso, con già 120 prenotazioni al ristorante. Tutto rinviato a data da destinare. Ed anche questo era un atto di rispetto dovuto da parte dei suoi coetanei affranti per l'improvvisa scomparsa. |