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«Molto più che un dipendente, era parte integrante del Comune» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
venerdì 23 marzo 2007

ImageLa notizia della morte di Giorgio Franceschetto, anche se per tutti era più semplicemente e affettuosamente solo "Giorgio", è piombata in Municipio nel primo pomeriggio, lasciando increduli i colleghi e i tantissimi cittadini di Eraclea che lo conoscevano. Come messo comunale era forse il rappresentante dell'Amministrazione più conosciuto, colui che da latore di carte e avvisi toccava con mano le diverse situazioni di Eraclea.

Figura affabile e disponibile, magari ironico ma mai arrabbiato. Un buono. 58 anni, celibe, era stato assunto in Comune nel 1975 come bidello della scuola elementare di Paluda, poi, dall'inizio degli anni '90, alla morte di Antonio Damian, è diventato messo comunale. Con i suoi 32 anni di lavoro alle spalle era il dipendente comunale anziano. Per tutti è stato subito vuoto e dolore profondi. Il sindaco Graziano Teso, accompagnato da alcuni dipendenti comunali, appena saputa la notizia è stato tra i primi a giungere sul luogo dell'incidente. "Giorgio - dice con la voce rotta dalla commozione - non era solo un dipendente comunale, era parte integrante dell'Amministrazione per la sua disponibilità e spirito di servizio, indipendentemente da chi amministrava. Rappresentava un po' la storia di questo Comune. Non ho parole per descrivere il dolore. Ironia della sorte ha lasciato la vita sul posto di lavoro mentre rientrava con la sua Panda da una missione a Mestre". Se non era in giro per carte Giorgio era nella sua guardiola-ufficio sull'atrio del Municipio ed era lui la prima faccia che vedevi nel varcare l'uscio. Sempre sorridente, sempre pronto a sdrammatizzare anche le situazioni più tese. Situazioni che non sono certo mancate in questi ultimi anni a Eraclea. Come mercoledì sera in consiglio comunale, quando da addetto di sala per le registrazioni e le votazioni, è apparso pubblicamente per l'ultima volta a sdrammatizzare con il suo fare disincantato una seduta tra le più accese degli ultimi anni. Da quando era morto il papà Luigi Vittorio viveva da solo in una casa dell'Ater dietro il duomo. A Eraclea lascia i fratelli Paolo e Sonia Antonella, e il fratello Mario che vive in Friuli. Non è stata fissata la data dei funerali essendo la salma ancora a disposizione del magistrato.


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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 23.03.2007
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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