| Eli, il momento dei licenziamenti |
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| Scritto da Fabrizio Cibin | |
| domenica 25 febbraio 2007 | |
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Questa procedura era già stata concordata nell'accordo firmato in Provincia il 9 marzo scorso che prevedeva un anno di Cigs e successiva collocazione in mobilità. Ma oggi, non possiamo non denunciare che da quel giorno, data in cui il sindacato concludeva il suo compito contrattuale, le lavoratrici non hanno percepito ancora neanche un euro. Certo, il fallimento della Eli è un caso molto intricato, ma abbiamo purtroppo dovuto assistere ad un continuo rimpallo di responsabilità tra i vari attori in gioco". Rimane aperto anche il problema delle quaranta dipendenti ora in mobilità. Si tratta di donne attorno alla cinquantina, per le quali si apre un problema di ricollocazione sul mercato del lavoro. Per loro andrebbe identificato un serio percorso di reinserimento nel lavoro, attraverso una specifica formazione. "Qui la politica dovrebbe fare la sua parte - continua Chiarotto - come pure dovrebbero avere un ruolo le aziende di questo territorio, a cominciare da chi ha rilevato l'attività della Eli, che potrebbero impegnarsi a delle assunzioni, almeno stagionali, pescando dalla mobilità. Un intervento in questi termini da parte dei politici locali, sarebbe opportuno. Come pure, agendo presso le attività produttive del paese, e valutando bene ogni singolo caso, una parte delle lavoratrici potrebbe essere utilmente ricollocata". Con la consegna delle lettere di licenziamento si conclude una crisi aziendale iniziata ancora nel 2003. Dopo vari tentativi di salvataggio, nel 2005 la situazione precipitò nuovamente, e in autunno vi fu una seconda istanza di fallimento, presentata al Tribunale sempre dai lavoratori. Dal Dicembre 2005, il fallimento della società di Eraclea e poi, a seguire, un periodo di gestione provvisoria. Il 9 marzo del 2006 il già citato accordo in Provincia. |