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Cesaro attacca Teso: «Patrimoniale, conflitto d'interessi nelle nomine» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 11 febbraio 2007

ImageLa democrazia è sparita ad Eraclea: esiste solo un'oligarchia di 'pochi paroni' amici del sindaco". Comincia così l'atto d'accusa di Osvaldo Cesaro, che dopo avere letto in consiglio comunale, in rappresentanza di tutte le minoranze, il documento che contesta la legittimità della seduta consigliare che ha approvato il bilancio di previsione 2007, con l'accusa di aver violato il regolamento per tempi e modalità di consegna della documentazione, affonda la lama nel sistema di gestione dell'ente.

Dopo le contestazioni per la distruzione del verde vincolato in pineta e l'affidamento del servizio rifiuti all'Alisea senza gara d'appalto, che hanno prodotto anche ricorsi ai difensori civici di Provincia e Regione, Cesaro affronta il problema dell'appena costituita società Patrimoniale del Comune. I tre membri del consiglio di amministrazione, nominati dal sindaco Graziano Teso, sarebbero infatti in conflitto d'interessi. A parte Antonio Franceschetto che in parte ha sanato la sua posizione dimettendosi da consigliere comunale, sarebbero Stefano Cerchier, direttore dell'Atvo, società partecipata dal Comune di Eraclea, e Giuseppe Dalla Zorza, che oltre ad essere coordinatore locale di Forza Italia è fratello del presidente del revisore dei conti del Comune, ad avere il maggior problema di conflitto. "Il sindaco 'padre padrone' - accusa Cesaro - ha costituto la Patrimoniale nominando i suoi più intimi amici. Tutti i componenti sono in conflitto d'interessi chi da una parte, fratello del revisore dei conti del nostro Comune, chi, dall'altra, dipendente di una società partecipata dal nostro Comune. E poi si parla di trasparenza. E sul bilancio di previsione fanno drizzare i capelli le affermazioni del sindaco e dell'assessore sulla presunta regolarità del bilancio sapendo nel merito quando si scoprono grossolani errori nell'utilizzo che gli oneri di urbanizzazione che pur dovendo essere destinati ad un capitolo in conto capitale sono invece utilizzati per la spesa corrente". "E' questo il tipico caso - conclude Cesaro - in cui devono intervenire in soccorso i nostri dirigenti comunali, essere loro maggiormente responsabili ed oculati nella gestione delle risorse pubbliche, sapendo della situazione di difficoltà sociale di numerose famiglie che vivono in gravi condizioni economiche".


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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.02.2007
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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