| Tia e contratto sui rifiuti, Cesaro all'attacco |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 07 gennaio 2007 | |
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"L'affidamento del servizio rifiuti ad Alisea in house (senza gara d'appalto) per tre anni è un illecito e il mancato introito del Comune degli interessi relativi al ritardato pagamento da parte della società di Jesolo della quota Tia pagata ad Asvo nel 2005 è un danno per i cittadini di Eraclea". Osvaldo Cesaro (Impegno per Eraclea) dopo avere dato battaglia in consiglio comunale sulla questione rifiuti non molla la presa e annuncia ricorsi agli organi di controllo superiore: Corte dei Conti per il presunto danno erariale sul mancato introito degli interessi dell'incasso Tia 2005 e addirittura alla Commissione Europea per il presunto illecito dato dalla violazione delle norme europee sull'affidamento del servizio in house senza gara d'appalto. Sono questi gli inevitabili conseguenze, a parere di Cesaro, del consiglio comunale di fine anno, in cui si sono discussi e approvati importanti provvedimenti sulla gestione rifiuti soprattutto per quanto riguarda l'affidamento in house per tre anni del servizio alla società jesolana Alisea, di cui il Comune di Eraclea detiene solo il 2.5 per cento, senza la gara d'appalto come previsto dalle normative europee e dal Decreto legislativo sull'ambiente entrato in vigore lo scorso anno. In particolare, secondo Cesaro, a fare testo sarebbe una recente sentenza, del 2006, della Corte di Giustizia Europea che consente l'affidamento del servizio rifiuti in house solo a società pubbliche il cui ente affidatario detiene il 100 per 100 del capitale. "In virtù di questa sentenza - spiega Cesaro che per il caso ha assunto la consulenza di un primario studio legale amministrativo - anche il Comune di Jesolo, che detiene il 93 per cento delle quote di Alisea, commette un illecito se le affida il servizio rifiuti in house cioè senza gara d'appalto. Tanto più gli altri Comuni come Eraclea, Torre di Mosto e Ceggia che si suddividono il rimanente 7 per cento delle quote societarie. Fare un gara d'appalto ad evidenza pubblica era doveroso visto l'obbligatorietà secondo la normativa nazionale ed europea". |