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Circonvenzione d'incapace. Condannato dipendente comunale PDF Stampa
giovedì 23 novembre 2006

ImageUn anno e sei mesi di reclusione per circonvenzione d'incapace. È la pena che il giudice per l'udienza preliminare di Venezia, Daniela Defazio, ha inflitto ad un dipendente comunale di Eraclea, Gianni De Carli, 36 anni, in relazione all'acquisto di una villetta che, secondo l'accusa, sarebbe riuscito ad acquisire sottoprezzo, approfittando dell'incapacità di mente del proprietario, un facoltoso pensionato sessantacinquenne, solo e malato, che all'epoca viveva in un albergo di Abano Terme, e si spense pochi mesi più tardi. A sporgere querela sono stati gli eredi dell'uomo, i quali non si sono però costituiti parte civile al processo.

La compravendita risale al 2001: secondo il sostituto procuratore Federico Bressan, l'immobile è stato acquistato per poco più di duecento milioni di vecchie lire, a fronte di un valore stimato da un consulente tecnico in oltre settecento milioni di vecchie lire. L'imputato, messo in contatto con il sessantacinquenne da un intermediatore immobiliare, sarebbe stato consapevole delle condizioni di confusione mentale dell'uomo e ne avrebbe approfittato. De Carli, difeso dagli avvocati Massimo Carlin e Marco Vassallo, si è difeso respingendo l'accusa e assicurando la correttezza del suo operato. I legali hanno innanzitutto contestato la congruità della valutazione dell'immobile, sostenendo che il reale valore era inferiore e che, in ogni caso, fu pagato mezzo miliardo di vecchie lire. Per quanto riguarda l'incapacità di mente del venditore, gli avvocati hanno cercato di dimostrare che tale circostanza non era palese, tanto che, nello stesso periodo, il sessantacinquenne aveva superato le visite mediche, ottenendo il rinnovo della patente di guida dell'autovettura. Il giudice, però, non ha accolto le tesi della difesa, e ha condannato Carli per circonvenzione d'incapace. Per la stessa accusa, davanti al Tribunale di Padova, un mese fa è stato condannato anche un imprenditore edile, accusato di essersi fatto versare dal sessantacinquenne oltre un miliardo di vecchie lire in cambio di lavori che stimati in circa 240 milioni. La difesa ha già annunciato che presenterà ricorso in Appello.


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 23.11.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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