| Disastro colposo, patteggiano in tribunale |
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| martedì 31 ottobre 2006 | |
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Un terzo, Graziano Poles, 57 anni, di Eraclea, è stato prosciolto in quanto non era il legale rappresentante della ditta coinvolta. Nei suoi confronti il Gip ha emesso dunque sentenza di non luogo a procedere. Al centro del disastro, il 30 aprile 2002, ci fu la casa di Nevio Cesco Resia, costruita su un terreno in forte declino a San Pietro di Cadore. Con le violente e abbondanti precipitazioni che investirono gran parte della provincia in quell'aprile, si staccò infatti al di sotto della costruzione una frana del fronte di 40 metri di lunghezza e di 15 metri di larghezza. I danni alla casa e i disagi che ne derivarono furono molto gravi. La famiglia Cesco Resia, genitori e tre figli, furono infatti costretti a trasferirsi altrove per tre mesi. Le ditte provvedettero subito però a riparare i danni alla costruzione. Ieri i figli si sono costituiti parte civile con l'avvocato Valerio Piller Roner mentre è in corso in sede civile una causa per quantificare il risarcimento dei danni. |