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La truffa dei rom che acquistano casa. An chiede misure a tutela delle imprese PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
giovedì 19 ottobre 2006

ImageIl trucco del nomade finto acquirente di casa (che versa una lauta caparra senza batter ciglio, anzi gonfiandola a dismisura) è vecchio, ma sembra che nel territorio del Veneto Orientale molti imprenditori edili continuino a cascarci. Anzi, i casi segnalati proprio in questi giorni a Eraclea, Jesolo, Caorle, Ceggia e San Donà di Piave, sono sempre più numerosi, spingendo il circolo di An a lanciare l'allarme. "Il sistema o truffa legalizzata - spiega Adriano Burato, presidente del circolo di An di Eraclea - è oramai consolidato: si presentano degli acquirenti in cantiere, solitamente giovani, donne o coppie ben vestite, a bordo di belle auto di grossa cilindrata, si dicono in cerca di un appartamento che subito, anche se è ancora abbozzato, definiscono bellissimo e si dimostrano estremamente interessati all'acquisto. Dopo un paio di giorni richiamano sostenendo di avere maturato l'idea di comperarlo, di non volerselo far scappare.

Quelli che poi si riveleranno complici dal nome italiano premono così per firmare un preliminare di compravendita versando una notevole caparra, dai 10mila euro in su. Il giorno dopo la firma arrivano, dentro il cantiere o in un terreno immediatamente adiacente, roulotte di rom cariche di bambini, donne e ragazzi, la cui prima preoccupazione è comunicare a tutti i vicini di aver acquistato un appartamento e di iniziare a prendere possesso della zona. Solo allora l'imprenditore capisce di essere stato fatto segno di una truffa da parte dei finti acquirenti che in realtà non avevano nessuna intenzione di comprar casa, ma solo di sfruttare la paura di avere come vicino un rom. L'imprenditore a quel punto - conclude Burato - si sente così costretto, per potere vendere il resto degli appartamenti, a restituire la caparra che ha ricevuto ma raddoppiata, pur di allontanare la carovana di nomadi. An nel lanciare l'allarme contro queste truffe chiede con forza a tutte le istituzioni di farsi parte attiva per risolvere il problema. Chiederemo inoltre ai nostri referenti in Regione e in Parlamento di fare interrogazioni e proposte per tutelare chi segue e rispetta la legge".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 19.10.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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