| Turismo, calano gli italiani ma c'è il boom degli olandesi |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 12 agosto 2001 | |
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Dopo italiano e tedesco a Eraclea Mare si parla olandese. Il boom dei Paesi Bassi (più 363 per cento degli arrivi e 449 delle presenze) dà la spinta per superare il flop degli italiani andati verso altri lidi. Il buon aumento complessivo di arrivi (più 9 per cento) e presenze (più 7.4) turistiche nei primi sette mesi dell'anno a Eraclea Mare è dovuto alla clientela straniera rispetto a quella italiana, rimasta a casa o andata in Croazia. I dati statistici diffusi dall'Apt confermano la previsione del presidente dell'Associazione albergatori, Mario Boso, che aveva previsto per luglio un blocco dell'emorragia verso la Croazia: la sofferenza delle presenze turistiche di luglio 2000 era stata imputata al termine delle guerra nella ex Yugoslavia; quest'anno compensata da una migliore competività dei prezzi, Luglio in verità non è stato ottimo negli arrivi (solo più 1.2 per cento), ma soprattutto nelle presenze che hanno avuto un incremento di quasi il 10 per cento, segno di una grande crescita della permanenza media: nei villaggi e camping di Eraclea, che da soli coprono quasi il 50 per cento del movimento, il turista non si ferma meno di due settimane. Gli alberghi ormai rappresentano numeri miseri (complessivamente meno del 10 per cento dell'intero movimento), mentre la maggior parte del restante 90 per cento del movimento s'indirizza a soggiornare in tenda o in bungalow. Anche gli alloggi privati, nonostante il boom edilizio degli ultimi anni, hanno numeri stagnanti. Se gli Italiani (meno 20 per cento negli arrivi e meno 10 nelle presenze) hanno deciso di non venire più come un tempo a Eraclea Mare, il vero segnale positivo da cogliere è quello della clientela straniera più sensibile al target verde che può offrire la pineta e la laguna del Mort. Non a caso arriva dalle ambientaliste Germania (più 24.3 per cento delle presenze) e Olanda, da camping e villaggi, la riscossa turistica di Eraclea Mare. Ecco quindi che la permanente chiusura del campeggio comunale Marina di Santa Croce (50mila metri quadri immersi nella pineta), un tempo fiore all'occhiello della località balneare, rappresenta una vera e propria occasione persa. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 12.08.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |