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Ponte Crepaldo Farmacia più vicina PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 13 agosto 2006

ImagePresto rivoluzionata anche nel Veneto Orientale la possibilità di accesso ai farmaci. Anche se per i prodotti da banco nè per l'Ipercoop di San Donà nè per il Carrefour di Portogruaro, i due più importanti supermercati del territorio, l'apertura è imminente, il discorso cambia per le farmacie: oltre a quella nuova di San Stino, Comune che ha ne ha già deliberato l'istituzione avendo acquisito i requisiti secondo la vecchia normativa (anche se il consigliere regionale leghista Daniele Stival ne contesta l'ubicazione a La Salute, preferendo il Bivio Triestina o Biverone), si riaprono le porte anche per lo spinoso caso della farmacia di Ponte Crepaldo per il quale non servirà più attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale a cui è ricorso il farmacista del capoluogo per contrastare la legge regionale (Marchese) che in deroga agli attuali paramatri abitativi ne prevedeva l'istituzione.

Sta infatti per cambiare la normativa nazionale che abbassa i parametri nello spirito liberalizzatore del decreto Bersani. Franco Bonato, sottosegretario agli Interni, spiega perchè gli abitanti di Ponte Crepaldo, frazione di Eraclea, possono finalmente sperare concretamente di ottenere il servizio sanitario tanto agognato. "Il caso di Ponte Crepaldo - sostiene Bonato - è significativo di perchè è necessario cambiare la normativa sul diritto di accesso ai farmaci, non solo per i prodotti da banco come può ora avvenire al supermercato sotto il diretto controllo di un farmacista laureato e abilitato, ma anche per rendere finalmente moderno e adeguato un pubblico servizio sanitario. E questo ben sapendo che nel campo dei servizi pubblici non è in atto nessuna ondata liberalizzatrice, semplicemente si stanno facendo degli adeguamenti normativi per riportare in capo al pubblico poteri che finora sono rimasti fermi a logiche del profitto privato". "L'errore - spiega Bonato - è di pensare che una licenza di un servizio pubblico, gestito da un privato, diventi patrimonio privato oggetto di mercimonio. Questo deve assolutamente terminare. Le licenze di questo tipo devono andare in capo alle scelte del pubblico e non diventare proprietà privata da commercializzare: una volta terminato la sua opera il detentore dell'autorizzazione deve restituirla all'ente erogatore prevedendo al massimo, in caso di una farmacia, una sorta di diritto di prelazione se l'attività resta in famiglia, vedi il caso del figlio farmacista. Per la farmacia di Ponte Crepaldo tutte le istituzioni pubbliche sono state d'accordo, a cominciare dal Comune che è l'ente di frontiera nei confronti dei bisogni dei cittadino. Spetta quindi al Comune decidere se serva o meno questo o quel servizio pubblico, e in che misura. I parametri, la normativa vanno quindi adeguati rispettando questa logica, affinchè non succeda più un caso come quello di Ponte Crepaldo".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 13.08.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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