| «Non è nostra la paternità morale dell'attentato a Teso» |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| sabato 12 agosto 2006 | |
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"Di tutto si può dire di noi - sostiene Moreno Teso - non che siamo stupidi. E l'atto vandalico di devastare il vigneto del sindaco, se dovesse avere un'origine politica, sarebbe un atto politicamente controproducente, stupido quindi. No, qui stiamo assistendo ad un fenomeno ben più grave e inquietante da noi denunciato in occasione all'attentato incendiario all'auto del nostro presidente di circolo. Anche se in realtà più che di mafia si tratta di camorra, visto anche l'arresto per usura dell'imprenditore napoletano che guarda caso ha sostenuto la campagna elettorale del sindaco. Se c'è da dare una mano per resistere ad un certo tipo di pressioni noi siamo qui, ma non si cerchi di delegittimarci sul territorio". "Le affermazioni del sindaco Graziano Teso - dice Boso - ci hanno profondamente deluso, le sue accuse nei confronti di Impegno per Eraclea sono inaccettabili. Subito, in Conferenza dei capogruppo abbiamo condannato l'atto vandalico che l'ha colpito, dato e sottoscritto la nostra solidarietà, e di tutte le forze politiche che sostengono Impegno per Eraclea. C'è inoltre grande rammarico nel vederci attribuita la paternità morale di un atto indegno e dell'accusa che noi lo vediamo come un nemico e non avversario. Riconfermiamo comunque la nostra legittimità a a svolgere la nostra azione di opposizione". |