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Attentato a Teso, la barbarie deve cessare PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 09 agosto 2006

09 agosto 2006

Image"Cose mai successe. Queste barbarie non fanno parte della storia di Eraclea. Dove stiamo precipitando?". Mentre tutta le gente di Eraclea si stringe attorno e solidarizza con il sindaco Graziano Teso, in riva al Piave le forze politiche si preoccupano e s'interrogano su quanto sta accadendo: dopo l'attentato incendiario di un mese fa all'auto del segretario locale di An, Adriano Burato, la distruzione vandalica del vigneto del primo cittadino è avvertita come una intimidazione che va oltre alla persona di Graziano Teso per estendersi all'intera comunità. Uno dei primi a solidarizzare è proprio Adriano Burato. "Esprimo -dice- piena solidarietà al sindaco Teso. Purtroppo questo ennesimo atto criminale dimostra che quanto sostenuto ad An un mese fa non sono semplici fantasie".

Sulla stessa lunghezza d'onda preoccupata è il portavoce della Margherita, Italo Trevisiol. "Quello che è accaduto al sindaco - sostiene - non è un semplice dispetto, è qualcosa di ben più grave e preoccupante che io non ricordo sia mai successo a Eraclea. Nei nove anni che abbiamo governato noi del centrosinistra non si sono mai superati i limiti. Ricordo solo che una volta sono state strisciate con un chiodo le auto di tre assessori: quello sì si poteva configurare come un semplice dispetto". "In trent'anni che faccio politica - ricorda Giuseppe Dalla Zorza, segretario di Forza Italia - a Eraclea non sono mai accaduti atti cosi gravi. Queste barbarie non fanno parte del nostro tessuto sociale e politico. Non si può mettere a ferro e fuoco un paese solo perché è stato rieletto, con il voto, un sindaco che non si vuole. Certamente di mezzo c'è qualche testa calda, comunque è necessario capire perché e chi fa certe cose. Nell'esprimere la solidarietà mia personale e di Forza Italia al sindaco Teso propongo una iniziativa pubblica in cui approfondire l'argomento". Nel frattempo il sindaco Graziano Teso, che ha proceduto alla denuncia del fatto ai Carabinieri, comincia a chiarirsi le idee sul chi e perché. "Purtroppo - sostiene - questa vigliaccata ha una precisa paternità morale su chi non ha accettato il verdetto delle urne e mi vede come nemico e non come avversario. Se le liste di centrosinistra mi vedono come avversario non così sta accadendo all'interno della lista di "Impegno per Eraclea", e di An in particolare che, anche a livello provinciale, sobilla la gente con discorsi di mafia. Dopo la vigliaccata di aver provocato la mia caduta da sindaco c'è infatti chi continua a rimestare".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 09.08.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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