| Attentato a Teso, la barbarie deve cessare |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 09 agosto 2006 | |
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09 agosto 2006 Sulla stessa lunghezza d'onda preoccupata è il portavoce della Margherita, Italo Trevisiol. "Quello che è accaduto al sindaco - sostiene - non è un semplice dispetto, è qualcosa di ben più grave e preoccupante che io non ricordo sia mai successo a Eraclea. Nei nove anni che abbiamo governato noi del centrosinistra non si sono mai superati i limiti. Ricordo solo che una volta sono state strisciate con un chiodo le auto di tre assessori: quello sì si poteva configurare come un semplice dispetto". "In trent'anni che faccio politica - ricorda Giuseppe Dalla Zorza, segretario di Forza Italia - a Eraclea non sono mai accaduti atti cosi gravi. Queste barbarie non fanno parte del nostro tessuto sociale e politico. Non si può mettere a ferro e fuoco un paese solo perché è stato rieletto, con il voto, un sindaco che non si vuole. Certamente di mezzo c'è qualche testa calda, comunque è necessario capire perché e chi fa certe cose. Nell'esprimere la solidarietà mia personale e di Forza Italia al sindaco Teso propongo una iniziativa pubblica in cui approfondire l'argomento". Nel frattempo il sindaco Graziano Teso, che ha proceduto alla denuncia del fatto ai Carabinieri, comincia a chiarirsi le idee sul chi e perché. "Purtroppo - sostiene - questa vigliaccata ha una precisa paternità morale su chi non ha accettato il verdetto delle urne e mi vede come nemico e non come avversario. Se le liste di centrosinistra mi vedono come avversario non così sta accadendo all'interno della lista di "Impegno per Eraclea", e di An in particolare che, anche a livello provinciale, sobilla la gente con discorsi di mafia. Dopo la vigliaccata di aver provocato la mia caduta da sindaco c'è infatti chi continua a rimestare". |