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Vandali distruggono il vigneto del sindaco PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
martedì 08 agosto 2006

ImageDistrutto il vigneto del sindaco. Lavorando per alcune ore, probabilmente tra la notte di mercoledì e giovedì scorsi, un gruppo di almeno tre o quattro vandali ("un manipolo di criminali", li definisce una nota della Conferenza dei capigruppo del consiglio comunale) ha reciso alla base 1500 piante di pinot grigio, di quattro anni di vita, entrate da poco in piena produzione. Un danno stimato di circa 30mila euro. E' stato lo stesso primo cittadino Graziano Teso a scoprire il misfatto, domenica mattina, al risveglio dopo il rientro dalle vacanze trascorse all'isola di Cipro. Un atto subito condannato unanimemente come un "delitto" ben più grave del semplice "dispetto". E non solo perchè tutti sanno ad Eraclea quanto Graziano Teso fosse legato a quel vigneto, da lui stesso piantato in procinto di andare in pensione.

Il primo cittadino non faceva infatti mistero della sua passione di novello viticoltore, che dopo il pensionamento come funzionario regionale (era il coordinatore del gruppo consigliare Udc), era diventata la sua "professione" dichiarata. Nella sua scheda di candidato sindaco, per le elezioni degli scorsi 28 e 29 maggio, alla voce professione, invece di pensionato ha riportato quella di "viticoltore". E proprio a lavorare in vigna si era rifugiato il pomeriggio di lunedì 29 maggio, in attesa dei risultati elettorali dall'esito che appariva incertissimo, anzi apparentemente a lui sfavorevole. Ecco perchè colpire il vigneto è stato quindi un "avvertimento" anche simbolico. "Le forze politiche tutte - recita la nota della conferenza dei capigruppo - esprimono ferma condanna dell'accaduto e manifestano la più viva solidarietà al sindaco, invitando, contemporaneamente, la società civile e le entità economiche a non piegarsi e a reagire assieme all'amministrazione comunale alle provocazioni di quei pochi concittadini che hanno rinunciato al linguaggio della politica e del vivere civile per esprimersi con gesti che sono retaggio di epoche lontane del passato locale. Il sindaco - conclude la nota - l'amministrazione comunale e tutte le forze politiche, nel dichiararsi ferme nella determinazione di presidiare le istituzioni ogni qual volta queste siano attaccate, non nascondono la loro preoccupazione per il valore simbolico del gesto compiuto e manifestano l'auspicio che l'accaduto abbia quanto prima il suo epilogo con la consegna dei pochi scellerati responsabili alla giustizia da parte delle forze dell'ordine".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 08.08.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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