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Liti tra sindaco e assessori, per ore davanti al giudice PDF Stampa
giovedì 20 luglio 2006

ImageSfilata di politici di Eraclea ieri in procura a Venezia, davanti al sostituto procuratore Federico Bressan. Sei, tra ex assessori e consiglieri comunali, dimessisi lo scorso autunno in polemica con il sindaco Graziano Teso, sono stati ascoltati fino a sera dal magistrato nell'ambito di un'inchiesta mirata a ricostruire la situazione di forte tensione venutasi a creare nel comune del sandonatese. Tra Teso e i dimissionari, infatti, non vi è stato soltanto uno scontro politico: il sindaco, infatti, ha denunciato alcuni di loro lamentando presunte minacce e intimidazioni, ed è stato a sua volta querelato per diffamazione. Nell'ambito di queste indagini sarebbero emersi altri particolari sui quali le forze dell'ordine stanno cercando di fare luce, a quanto pare in relazione ad appalti e lavori pubblici.

Tra gli esponenti politici ascoltati ieri figura l'ex vicesindaco Gianni Cerchier, di An, l'ex consigliere comunale e capogruppo di Eraclea civica, Giuseppe Filippi, l'ex assessore alla Cultura Silvia Veronese, l'ex presidente del consiglio comunale, Renata Filippi, rieletta lo scorso maggio, e Stefano Boso, attuale capogruppo di Impegno per Eraclea, lo schieramento sconfitto alle ultime elezioni dal sindaco uscente Teso. Tutti sono stati ascoltati in qualità di testimoni; alcuni si sono avvalsi dell'assistenza dei rispettivi legali, gli avvocati Eugenio Vassallo e Alberto Teso, in quanto figurano indagati in reato connesso, ovvero l'inchiesta avviata sulla base della denuncia presentata dal sindaco. Il pm Bressan è il magistrato che nei giorni scorsi ha fatto arrestare 17 persone proprio tra San Donà ed Eraclea, implicate a vario titolo in presunte attività di usura e in spaccio di droga. In relazione all'usura è finito in carcere anche un costruttore che opera ad Eraclea, Luciano Donadio, originario di Giugliano in provincia di Napoli, e non è escluso che gli inquirenti stiano cercando possibili collegamenti tra le diverse inchieste. Le tensioni ad Eraclea sono scoppiate lo scorso autunno quando metà del consiglio comunale si è dimesso, rendendo necessario il commissariamento del comune. I dimissionari spiegarono pubblicamente i motivi del loro dissenso con la politica del sindaco Teso, accusato di essere troppo accentratore: impossibilità di accedere ai documenti, mancata informazione o coinvolgimento in atti fondamentali come la variante urbanistica, coinvolgimento dell'amministrazione in atti illegittimi come l'ecocentro abusivo, disinteresse per la farmacia di Ponte Crepaldo, vendita sottocosto di terreni in spiaggia. Ora queste motivazioni sono state spiegate al pm Bressan, che indaga sulla sussistenza di possibili illeciti di natura penale.


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 20.07.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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