|
Tutti solidali con Adriano Burato, ma non nei modi e nelle interpretazioni dell'attentato che l'ha colpito. La risposta del consiglio comunale a quanto accaduto al presidente del locale circolo di An non è stata univoca ed ha riflettuto ancora del pesante clima della campagna elettorale conclusasi appena un mese fa. Come, a caldo, non è stata raggiunta l'intesa per un documento comune istituzionale di solidarietà dei gruppi consiliari, così in aula c'è stato il clamoroso atto di protesta del gruppo "Impegno per Eraclea", cui fa riferimento Burato, che ha abbandonato l'aula dopo che il capogruppo Stefano Boso aveva letto il documento.
In cui esprimeva da una lato "la più totale solidarietà" e dall'altro cercava cause e responsabili, "dissociandosi dalla 'farsa mediatica' orchestrata dal riconfermato sindaco Graziano Teso, il quale contrariamente a quanto riportato dai giornali, non ha mai direttamente espresso alcuna solidarietà o vicinanza al cittadino Burato. Consideriamo, pertanto, il comportamento del primo cittadino come una grave mancanza di responsabilità istituzionale e di sensibilità umana, motivo per il quale abbandoniamo l'aula in segno di protesta". A proposito della mancata solidarietà diretta del sindaco Teso, è necessario ricordare che lo stesso Adriano Burato ebbe a lamentarsene in conferenza stampa. "In qualità di sindaco del nostro Comune - ha da parte sua sostenuto Teso -, ma anche di cittadino e leader di una maggioranza politica, ingiustamente esposto ad accuse inaccettabili, tanto nei contenuti quanto nei modi, ritengo necessario chiarire la mia posizione. Per sgomberare il campo da possibili equivoci, voglio e devo per prima cosa affermare che reputo intollerante e fermamente da condannarsi qualsiasi atto violento che attenti all'incolumità dei cittadini e pertanto rinnovo la mia solidarietà, già espressa nei giorni scorsi attraverso i mezzi di stampa, all'esponente locale di An, Adriano Burato". "Ciò sottolineato ha continuato Il sindaco - devo respingere, nel modo più deciso, quanto dichiarato sulla mia persona. Non è ammissibile che chi si occupa di politica adoperi i mezzi di comunicazione per attuare campagne diffamatorie, contraddittorie e velenose, non sostenute da prove, con l'obiettivo, ancor meno ammissibile, di infangare la fiducia riconfermatami dai cittadini attraverso accuse insensate ed inopportune al mio operato e a quello della mia amministrazione".
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 01.07.2006 Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. |