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Bomba incediaria contro un'auto PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 25 giugno 2006

ImageUn botto e una grande fiammata nella notte sull'auto parcheggiata davanti alla chiesa, riportano a Eraclea la paura dell'attentato. Qualche anno fa fu colpita, con il plastico, le sede centrale dell'Agenzia Universo, poi toccò ai camion delle autoscuole Accademia, incendiati a casa del titolare con un attentato dall'innesco sofisticato. Venerdì sera è stata la volta all'auto del presidente del circolo locale di Alleanza Nazionale, Adriano Burato, colpita da una bomba incendiaria. Questi i fatti: sono le 21, e Burato, parcheggia la sua grossa Toyota Land Cruiser, sul piazzale San Giovanni Bosco di Ponte Crepaldo, la piazza davanti la chiesa che è anche la piazza centrale della popolosa frazione, lungo la provinciale jesolana.

L'auto di Burato è parcheggiata sul primo posto del lato chiesa, vicino alle fioriere che delimitano il vero e proprio sagrato, quindi in fondo al piazzale per chi guarda dalla provinciale. Dopo aver parcheggiato Burato se ne va con altri amici a farsi un giretto a Caorle. Alle 23.20, un paio di clienti della Pizzeria ristorante "Al cacciatore", posta dall'altra parte della provinciale, mentre sono fuori del locale a chiacchierare, sono sorpresi da un botto; istintivamente si girano e vedono una grande fiammata e contemporaneamente un'auto che sgomma fuggendo a fari spenti, prendendo per via Giovanni XXIII, quindi allontanandosi dal loro punto di visuale, verso le possibili direzioni di Ca' Turcata o rientrare verso Eraclea, facendo il giro per vie interne. A parte questa fugace ombra scura i due testimoni non vedono altro, nè il tipo d'auto, nè tantomeno la targa. È una labile ombra scura quella che vedono sparire. Nel frattempo la Toyota è in preda alle fiamme e il vicino piazzale è ancora pieno di auto parcheggiate. Dal vicino Bar Commercio, posto sul lato sinistro del piazzale, esce il gestore, Mauro Burato, cugino del presidente di An, ed interviene con un piccolo estintore, presente in bar avendolo preparato pochi giorni prima con l'intenzione di attrezzare la sua auto, ma niente, le fiamme che hanno oramai avvolto l'auto, sono troppe; rientra in bar e prende il più grosso estintore di servizio e con quello finalmente riesce a domarle, tutto sommato salvando la grossa auto che alla fine se la caverà solo con qualche danno al parafango di guida. Fatti intervenire i Carabinieri, iniziano le indagini che si presentano subito assai difficili per la labilità della testimonianza diretta. Dai primi accertamenti della pattuglia di servizio dei Carabinieri di Eraclea sembra che gli attentatori, più che usare un vero e proprio recipiente, abbiano innaffiato l'auto con del liquido infiammabile, probabilmente benzina, e poi dopo averlo sparso sull'asfalto per creare una scia di circa dieci abbiano dato fuoco da lontano. In questo caso però riesce difficile capire la consistenza del botto, anche se teoricamente possibile.


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 25.06.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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