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Gli avversari fanno il mea culpa PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
giovedì 01 giugno 2006

ImageGraziano Teso potrebbe stare in sella altri dieci anni. È questa la considerazione diffusa dei sostenitori del neorieletto sindaco di Eraclea, che sembrava messo alle corde dalla rivolta dei cosiddetti dissidenti, ma che ha saputo risollevarsi e vincere contro tutti. Ed è proprio in virtù di questo suo carattere politico, di questo vento che è tornato a soffiare in poppa, che i suoi sostenitori pensano alle due legislature intere, visto che quella precedente, interrotta dopo solo un anno, è come non ci fosse stata. Vince Teso, viva Teso, quindi. Così almeno la pensa anche Giancarlo Rossi, il suo più temibile avversario, pronto ad una opposizione costruttiva. Meno in linea, invece, Renata Filippi, esponente dei "dissidenti" che fu il presidente del precedente consiglio comunale di Teso, ancora con le ferite aperte di una campagna elettorale combattuta fino all'ultimo voto.

"Sono state cercate e ottenute candidature dividendo le famiglie". Un riferimento questo ai fratelli Ongaro, Roberto candidato con Rossi e Massimo con Teso, ma anche la famiglia Burato ha dovuto dividersi per la scelta dl voto, essendo Sileno candidato con Teso e Adriano schierato con Rossi. Ma in tema di divisioni forse la più cocente è stata dentro il centrosinistra, un tempo coalizione di governo di Eraclea, e qui Teso è accusato dal gruppo di Stefano Stefanetto, candidato sindaco diessino della lista "Eraclea con amore", di aver compiuto il suo capolavoro. La lista di Patrizia Furlan sarebbe infatti stata presentata come lista di disturbo, si sostiene da parte dei Ds, frutto di un accordo Teso-Argentoni in cui la contropartita sarebbe stata la copertura legale sulla vicende ecocentro comunale abusivo e Licei San Luigi. "Non ho ancora capito - sostiene Stefano Stefanetto - perchè non si è voluto fare una lista unitaria del centrosinistra: so solo che ad una riunione con i segretari provinciali dei Ds e Margherita, Mognato e Viola, Argentoni ha aggredito in malo modo il nostro rappresentante Renzo Baccichetto, che poteva essere il punto di mediazione per una candidatura unitaria, dimostrando poi il suo valore con le sue 216 preferenze di essere il candidato consigliere più votato in assoluto. Non so in futuro con quali premesse si potrà ricostruire un dialogo nel centrosinistra, certo noi gli sforzi li abbiamo fatti tutti. E ora visto come sono andate le cose qualcosa deve cambiare, in particolare dall'altra parte".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 01.06.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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