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Furlan: "Massima attenzione all'ambiente, alla donna, ai giovani e al sociale" PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
venerdì 19 maggio 2006

ImageUn paesaggio ripopolato di alberi, uno sviluppo dei servizi che aiuti soprattutto la donna nella sua quotidiana fatica delle mille incombenze da assolvere, un caffè letterario per i giovani, il sogno da sindaco di Patrizia Furlan, prima donna nella storia di Eraclea ad aspirare alla massima responsabilità amministrativa comunale, è legato al recupero di un territorio che non c'è più, a sensibilità e doveri nei confronti di una condizione vissuta in prima persona, alle nuove generazioni.

A 49 anni, coniugata con due figlie, impiegata all'Università Iuav di Venezia, con alle spalle un'esperienza di amministratrice per 9 anni, come assessore ai servizi sociali delle Giunte Argentoni, è stata chiamata a fare il salto di qualità, anche per l'entusiasmo e la carica rinnovatrice che caratterizzano le donne. "Scherzando - dice - con i candidati consiglieri della mia lista, ho detto che sembriamo 'il gruppo dell'oratorio', nel ricordare esperienze che abbiamo condiviso nel voler mettere a 'frutto i talenti' nella gratuità dell'impegno sociale. Non mi piace questa sorta di 'autocelebrazione' in questo clima di buonismo a tutti i costi, quindi preferisco non raccontarmi. La mia è la storia di molte altre donne con le difficoltà di conciliare i tempi del lavoro e della famiglia, senza rinunciare alla gioia della maternità, è quindi una volontà precisa quella di creare un'adeguata rete di servizi a sostegno alla famiglia e alla donna in particolare. La mia esperienza come assessore ai servizi sociali è stata a questo proposito significativa e importante per la mia vita, specie per l'aspetto umano: ho ascoltato moltissime persone nelle mie giornate di ricevimento, anche se spesso ritornavo a casa con il cuore pesante per non riuscire a dare le risposte che i miei concittadini magari si aspettavano". Ora però è candidato sindaco. "Il mio programma - spiega - punta ad aprire un nuovo dialogo con la gente, a saper ascoltare e interloquire, a recuperare il valore dell'ambiente, ripopolando il paesaggio di alberi, creando tante piste ciclabili, percorsi naturalistici, recuperando e valorizzando il paesaggio agrario troppo sacrificato alla monocoltura. Naturalmente la base resta lo sviluppo dei servizi sociali e di un sistema pubblico di trasporti che tenga conto del nostro territorio tanto vasto e frazionato. Ed infine il sogno nel cassetto di un caffè letterario per i giovani quale alternativa alla filosofia di uscire al bar per lo spritz".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 19.05.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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