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Stefanetto: «Nessun progetto è valido senza la condivisione della gente» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
martedì 16 maggio 2006

ImageDall'impegno civile della non-violenza e del ripudio della guerra all'impegno nel volontariato e nell'associazionismo culturale, all'approdo nella politica, l'iscrizione al Pci, al Pds e ai Ds, la breve esperienza come consigliere comunale, e ora il grande salto: candidarsi a sindaco per realizzare il sogno della convivenza democratica, partecipare e condividere le scelte del futuro di Eraclea. Stefano Stefanetto, 51 anni, coniugato con due figli, architetto, attuale segretario locale dei Ds, se ha svolto la sua professione più fuori che dentro Eraclea, ha percorso invece dentro il territorio dov'è nato e vissuto, le tappe del suo impegno civile, sociale e politico.

Un percorso nato nel 1972, a Ponte Crepaldo, sui temi civili della non violenza, proseguito, a Torre di Fine e Brian, assieme a don Luigi Trevisiol e don Piergiorgio Bastianetto, con un'iniziativa di volontariato sui temi del doposcuola e la biblioteca di frazione; un'esperienza, quella della tematica scolastica, proseguita a fianco degli insegnanti della scuola a tempo pieno di Torre di Fine, nel 1975 e 1976, e accompagnata dall'esperienza nell'Arci, organizzando rassegne di cineforum; è del 1975 l'inizio della militanza politica, sempre misurata sulle tematiche di Eraclea, e senza ricoprire, per scelta, cariche amministrative. "Ho visto questo Comune crescere - nota Stefanetto - ne conosco a fondo i problemi, le qualità della sua gente e del suo territorio. Da questa consapevolezza, e da un forte amore per Eraclea è partita la spinta a candidarmi a sindaco, soprattutto nel vedere lo scadimento della politica e il suo essere al di sotto dei meriti dei nostri cittadini. Uno dei punti principali del mio progetto politico è infatti quello di ricostruire un tessuto di democrazia e partecipazione della gente alle decisioni della politica, perché ritengo che nessun progetto è abbastanza valido se non vede la condivisione e la partecipazione della gente. È necessario elevare il livello di vita civica, inteso come capacità della nostra gente di fare le cose insieme, di condividere progetti e aspettative comuni, che abbiano come obiettivo una maggiore qualità della vita e un senso di maggior attaccamento dei nostri cittadini a Eraclea, che rinasca tra noi l'orgoglio di appartenere a questo Comune". Ed oltre i temi della democrazia, il territorio. "Per far crescere il nostro territorio è necessario valorizzarne risorse e qualità, è necessario quindi valorizzare l'agricoltura, le peculiarità ambientali del litorale e dei corsi d'acqua, la ruralità e rendere più solidi i centri urbani per trasformarli in luoghi del vivere e non solo del risiedere".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 16.05.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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