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Nessun colpevole per la morte dei Grigolon PDF Stampa
Scritto da Gianluca Amadori   
mercoledì 10 maggio 2006

ImageÈ trascorso troppo tempo dall'incidente e le eventuali responsabilità penali non possono più essere perseguite. Si è conclusa con il proscioglimento per intervenuta prescrizione l'inchiesta relativa alla morte della famiglia Grigolon, composta da padre, madre e tre bambini, la cui auto finì fuori strada lungo la provinciale 57, tra Stretti di Eraclea e Ponte Crepaldo. La sentenza è stata emessa ieri mattina dal giudice per l'udienza preliminare Daniela Defazio, la quale ha accolto la richiesta formulata dallo stesso pm Giuseppe Pastore.

L'incidente risale al 15 agosto del 1997. Paolo Grigolon, quarantenne veterinario di San Stino di Livenza è al volante della sua Bmw 318 e sta rientrando dal mare assieme alla moglie Rosanna Cremaschini, 30 anni, maestra, e ai loro tre figli, Cristiano, Stefano e Andrea, rispettivamente di sette, cinque e due anni. Lungo la provinciale si snoda una lunga coda di auto: il veterinario si lancia in un sorpasso e la sua auto vola nel canale, rovesciandosi. L'inchiesta, inizialmente condotta dal pm Luca Ramacci, accerta che la vettura viaggiava troppo veloce, ma il magistrato contesta una responsabilità nell'accaduto anche al conducente dell'automobile sorpassata, il quale si era spostato verso il centro della carreggiata e ai responsabili della viabilità provinciale, accusati di scarsa manutenzione della strada, non dotata in quel tratto di guard-rail che avrebbe potuto limitare le conseguenze dell'incidente. Ieri mattina davanti al gup sono comparsi l'automobilista Stefano Danieli, 28 anni, di Meolo, e gli ingegneri della Provincia di Venezia, Arnaldo Dei Svaldi, 70 anni, e Cristiano Costantini, 54 anni, entrambi di Mogliano Veneto, rispettivamente responsabile dei Lavori pubblici e del settore Viabilità, accusati di omicidio colposo. I loro difensori, gli avvocati Antonio Pagotto, Loris Codato, Roberto Pasqualetto, Luigi Ravagnan e Fabiana Danesin, si sono battuti per l'assoluzione. All'udienza si sono costituiti anche i familiari delle vittime: per ottenere il risarcimento dei danni dovranno però avviare una causa in sede civile.


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 10.05.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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