| Inchiesta sulle tangenti scarcerato Renzo Barosco |
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| martedì 31 luglio 2001 | |
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Torna a casa uno dei cinque indagati finiti in manette nell'ambito dell'inchiesta sulle mazzette all'Agenzia delle entrate e all'ex Ufficio Iva di San Donà e Mestre. Dopo l'interrogatorio di ieri mattina davanti al pubblico ministero Felice Casson, Renzo Barosco ha ottenuto la concessione degli arresti domiciliari. La sua sarebbe una posizione marginale all'interno di un fascicolo destinato invece ad arricchirsi di ulteriori atti e testimonianze: è stato, infatti, chiamato in causa per un unico episodio - avrebbe ricevuto una busta da Paolo Burigotto, il funzionario che ha confessato di aver incassato circa duecento milioni per ammorbidire le verifiche fiscali - e le spiegazioni fornite ieri al pm Casson, a quanto pare, hanno indotto il magistrato a optare per una misura cautelare più tenue. Ad allargare l'inchiesta erano state proprio le dichiarazioni del primo arrestato, Burigotto, e gli investigatori hanno finora ricostruito oltre venti episodi di concussione. In carcere anche altri due superiori gerarchici di Burigotto, Roberto Bortolotto e Roberto Moi, mentre agli arresti domiciliari è finito Luigi Paro, dipendente di uno studio di consulenti di Eraclea che si sarebbe prestato a fare da tramite con alcuni imprenditori per la riscossione delle tangenti. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 31.07.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |