| Scontro aperto per i bagnini |
|
|
| Scritto da Maurizio Marcon | |
| domenica 29 luglio 2001 | |
|
«È uno scandalo avere la spiaggia senza bagnini in pieno luglio». Mario Boso, presidente dell'Associazione Albergatori, punta il dito contro l'Eraclea Turismo Srl, la società che gestisce i servizi in spiaggia, a cui la Guardia Costiera ha comminato una sanzione di 2 milioni per essere stata sorpresa a gestire il salvataggio con cinque bagnini in meno del necessario. La sanzione, giustificata dal presidente della Srl, Stefano Marchesan, con la difficoltà di trovare bagnini nel mercato del lavoro, ha dato il là alle polemiche. Stefano Stefanetto, segretario dei Democratici di sinistra, parla di «cosa inaudita» per la mancanza di tale servizio. Graziano Teso (Civica per Eraclea) parla invece dell'Eraclea Turismo come «strumento inadeguato per gestire i servizi». «È l'intera filosofia di gestione della Srl - sostiene Mario Boso - che va rivista. Non ci si può vantare a fine stagione di avere accumulato decine di milioni in banca senza avere un programma di investimenti. I bagnini non vengono ad Eraclea perché viene proposto loro una stagione di soli 2-3 mesi. È invece necessario fare come a Jesolo, cioè come in tutte le spiagge organizzate del litorale, dove si punta ad allungare la stagione. Bisogna pensare ad assumere bagnini fin da aprile per impiegarli nei lavori di preparazione dei servizi in spiaggia. Non solo per allettarli con proposte di lavoro serie, ma anche per investire in mezzi: avere bagnini e barche a motore ogni 100 metri, anche se la normativa ne prevede ogni 200. È importantissimo creare l'immagine della spiaggia fin dalla primavera quando i turisti vengono giù a prenotare. Bisogna cioè fare investimenti e programmare adeguatamente i servizi e non mettere i soldi in banca. Questo deve capire il Comune che possiede oltre l'ottanta per cento delle azioni della Srl. Siamo stati - continua Boso - noi operatori a spingere per dare in gestione i parcheggi alla Srl in modo che avesse i mezzi per progammare e gestire o servizi adeguatamente. Non per mettere i soldi in banca. Ed anche sui servizi sanitari e sui trasporti è necessario che il Comune faccia la voce grossa: non è possibile che l'ambulatorio turistico apra solo a metà giugno. E l'Atvo vada ad investire solo a Jesolo. Per avere un solo trenino per i bambini, e solo per il mese di luglio, mentre Jesolo ne ha ben cinque per tutta la stagione, l'assessore al turismo Trevisiol ha dovuto bussare alla porta da solo». Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 29.07.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |