| Si sgonfia la polemica per l'ufficio postale |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 30 marzo 2006 | |
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Un nota delle Poste di Venezia, infatti, in qualche modo smorza l'urgenza delle richieste avanzate dal Comune di Eraclea, con una lettera del 27 aprile 2005, ispirata dall'assessore pro tempore al commercio, Stefano Boso, in cui si chiedeva "i termini del contratto di affitto dell'attuale sede dell'Ufficio postale del capoluogo". "Tale richiesta - scriveva il Comune - è motivata dal fatto che è intenzione di questa Amministrazione valutare l'eventualità della ricerca di una nuova sede più vicina al centro per l'ubicazione dell'Ufficio postale del capoluogo, al fine di un più facile accesso da parte dell'utenza". A tal proposito bisogna ricordare che è in corso una raccolta firme, arrivate a 600, per sostenere una petizione popolare in cui si chiede: un ampliamento del parcheggio esterno, l'apertura pomeridiana dell'ufficio, l'introduzione dell'elimina-code per rendere più sopportabile l'attesa agli sportelli. Insomma sia Comune che la petizione popolare avrebbero posto urgenze che non sarebbero state riscontrate dall'ispezione. "Il fatto che non abbiamo in corso alcun impegno da soddisfare - spiegano alle Poste - questo non vuol dire che non prendiamo in considerazione eventuali ulteriori richieste e segnalazioni che ci impegniamo comunque a valutare. Per quanto riguarda l'apertura pomeridiana, questa è da valutare in relazione ai flussi: in questo momento rientrano negli standard gli uffici di Jesolo e di San Donà di Piave, non ad esempio, quello di Portogruaro centro. |