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Ricorrono al Tar contro la Tia PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
domenica 26 marzo 2006

ImageDue utenti ricorrono al Tar contro gli aumenti della Tia. Nel ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Veneto, con richiesta di "Sospensiva", i due cittadini contestano in particolare due delibere del Commissario prefettizio, con poteri di Giunta, in cui sono state riviste, nella prima, le tariffe dei rifiuti decise nel febbraio 2005, e nella seconda le tariffa Tia per l'anno 2006. A parere dei due utenti, rappresentati dall'avvocato Paolo Frassinelli di Mestre, il commissario prefettizio Enrico Caterino, nel modificare il piano tariffario, che tante proteste ha suscitato, soprattutto da parte dei commercianti e titolari di attività produttive, che si son visti arrivare bollettini Tia con aumenti fino al 60%, non sarebbero state prese misure adeguate per contenere e rendere equa la ripartizione dei costi, ad iniziare dalla lotta all'evasione.

Si scopre così che il più importante evasore sarebbe la stessa amministrazione comunale "che non paga nulla, come invece dovrebbe a norma di legge, per i propri uffici della sede municipale, di Ca' Manetti, magazzini, garage, depositi, palestre, strutture sportive". E ad evadere massicciamente non ci sarebbe solo il Comune, infatti, sostengono i due utenti, "confrontando i dati dei censimenti Istat del 2001 con le nuove utenze assoggettate a Tia, queste sono di gran lunga inferiori". sarebbero 1658 i possibili evasori (564 unità abitative, 414 utenze turistiche, 690 unità locali economiche) su 7261 utenti paganti, pari a circa il 20 per cento. "L'omesso controllo - scrive l'avvocato Frassinelli nel suo ricorso - da parte del Comune degli utenti soggetti all'imposizione, determina di fatto sia una notevole evasione, sia la maggior imposizione della Tia a carico della totalità degli utenti". Ma non solo, un terzo motivo non tenuto in considerazione, è la chiusura dell'ecocentro comunale abusivo, sequestrato dalla Guardia di Finanza, che stando al piano finanziario dell'Alisea, la società che gestisce il servizio rifiuti, avrebbe avuto 36mila euro di minori costi imputati appunto alla mancata gestione dell'ecocentro; a far lievitare i costi sarebbe stato anche il riconoscimento di costi ad Alisea per 12 mesi anzichè per otto, essendo subentrata ad Asvo nel maggio 2005 e questo avrebbe fatto lievitare i costi di 105mila euro; ci sarebbe infine un presunto indebito riconoscimento di maggiori costi fissi ad Alisea, peraltro contestato anche dall'ex sindaco Argentoni e dai Ds: "Dai dati suindicati - scrive il legale - si evince un maggior costo contrattuale, mai autorizzato, del 21.4%, falsando così la determinazione complessiva della tariffa".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 26.03.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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