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Spuntano altre tre "mazzette" PDF Stampa
Scritto da Gianluca Amadori   
venerdì 27 luglio 2001

Spuntano altre tre "mazzette". Non finisce di riservare sorprese l'inchiesta sull'ex Ufficio Iva di San Donà e sull'Agenzia delle entrate. A confessare nuovi episodi di verifiche ammorbidite in cambio di somme di denaro è stato lo stesso Paolo Burigotto, il funzionario di quinto livello che in precedenza aveva già ammesso di di aver incassato tangenti per circa duecento milioni da ventuno imprenditori, gran parte dei quali operanti nel Sandonatese. Burigotto ha fatto le sue rivelazioni davanti al giudice per l'udienza preliminare Roberta Marchiori, nel corso dell'interrogatorio di martedì pomeriggio, alla presenza del suo difensore, l'avvocato Ennio Della Gaspera. Ieri mattina, invece, il gip ha ascoltato Luigi Paro (avvocato Rodolfo Marigonda) il dipendente di uno studio di consulenti del lavoro di Eraclea che è stato messo agli arresti domiciliari per essersi prestato a fare da tramite tra Burigotto e alcuni imprenditori per il pagamento delle "mazzette". L'uomo ha confermato la versione già fornita nei giorni scorsi a Casson, di fronte al quale aveva ammesso di aver riferito ai clienti le richieste concussive del funzionario delle Entrate e, successivamente, di aver consegnato a quest'ultimo alcune buste contenenti il denaro. Paro ha assicurato, però, non non aver tenuto per sè neppure una lira. Anche gli altri indagati finiti in carcere, Roberto Bortolotto, Renzo Barosco e Roberto Moi, tutti superiori gerarchici di Burigotto (erano inquadrati al settimo livello) avrebbero ammesso le proprie responsabilità in relazione ad alcuni episodi raccontati dal collega, pur tratteggiando il loro ruolo in termini di contributo marginale. Il difensore di Moi, l'avvocato Chiara Fenzo, ha precisato che il suo assistito ha risposto alle domande del giudice: si era avvalso della facoltà di non rispondere soltanto il giorno precedente davanti al pm Felice Casson, ritenendo che a seguito di un'ordinanza di custodia cautelare la procura non possa procedere all'interrogatorio prima del giudice. Nel frattempo, ieri mattina al palazzo di Giustizia di Rialto si è tenuto un vertice tra il pm Casson e gli investigatori della Guardia di Finanza di San Donà e della polizia della sezione di polizia giudiziaria della procura, con l'obiettivo di fare il punto sulla situazione e di organizzare il proseguio delle indagini. Gli inquirenti hanno già allargato gli accertamenti su una mezza dozzina di professionisti - commercialisti e ragionieri - con il quali Burigotto intratteneva rapporti, e puntano ad individuare altre eventuali complicità all'interno degli uffici delle Entrate. Lo stesso gip Marchiori, infatti, ha definito "reticente" Burigotto, e sospetta che non abbia raccontato tutto ciò che sa. Una delle vittime dei presunti episodi di concussione, Ivan Stefan, ieri ha precisato di non essere odontoiatra, ma odontotecnico. Secondo il pm Casson avrebbe versato due "mazzette" per complessivi 35 milioni di lire.

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 27.07.2001.
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