| Morì un operaio, in due a giudizio |
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| Scritto da Gianluca Amadori | |
| sabato 11 marzo 2006 | |
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I familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Raffaele Pennino, hanno revocato la costituzione di parte civile contro i due imputati dopo aver ricevuto il risarcimento per i danni subiti a causa della perdita del congiunto: circa trecentomila euro. Eugenio Rosin è finito sotto inchiesta in qualità di committente dei lavori; Renato Gerotto di datore di lavoro della vittima. I difensori dei due imputati, gli avvocati Matteo Garbisi e Sandro Pagotto, si sono battuti per ottenere il proscioglimento dei loro assistiti. Rosin, in particolare, ha sostenuto di aver delegato i lavori e, di conseguenza la responsabilità del cantiere, alla ditta Gerotto. Il gup Marchiori, però, ha ritenuto che la vicenda debba essere ricostruita nel corso di un dibattimento pubblico. L'incidente risale al 22 giugno del 2004: attorno alle dieci del mattino, Filippi stava lavorando sul tetto della Jmel Legnami di via Roma Sinistra, a Jesolo, specializzata in semilavorati e arredo per giardinaggio. Improvvisamente il tetto si è aperto sotto il suo peso e l'operaio è caduto pesantemente al suolo, dopo un volo di oltre sei metri. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto poco più tardi da un collega che ha subito dato l'allarme, chiamando anche il figlio Daniele, anche lui dipendente della Gerotto: ma per Gioacchino Filippi non c'è stato più nulla da fare. Nella caduta ha violentemente battuto la testa. Ora spetterà al Tribunale il compito di fare piena luce sull'episodio e accertare con esattezza le responsabilità penali. |