Skip to content
Morì un operaio, in due a giudizio PDF Stampa
Scritto da Gianluca Amadori   
sabato 11 marzo 2006

ImageDue rinvii a giudizio per l'incidente sul lavoro che, nell'estate di due anni fa, costò la vita ad un operaio di Eraclea, Gioacchino Filippi, di 52 anni. Li ha disposti ieri mattina il giudice per l'udienza preliminare di Venezia, Roberta Marchiori, nei confronti di Eugenio Rosin, 65 anni, titolare della Jmel legnami, e Renato Gerotto, 72 anni, dell'omonima ditta di costruzioni, entrambi di Jesolo, i quali dovranno rispondere di omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza. Il processo è stato fissato per il prossimo 31 ottobre davanti al Tribunale. A chiedere il loro rinvio a giudizio è stato il sostituto procuratore Antonio Pastore, a conclusione delle indagini preliminari.

I familiari della vittima, assistiti dall'avvocato Raffaele Pennino, hanno revocato la costituzione di parte civile contro i due imputati dopo aver ricevuto il risarcimento per i danni subiti a causa della perdita del congiunto: circa trecentomila euro. Eugenio Rosin è finito sotto inchiesta in qualità di committente dei lavori; Renato Gerotto di datore di lavoro della vittima. I difensori dei due imputati, gli avvocati Matteo Garbisi e Sandro Pagotto, si sono battuti per ottenere il proscioglimento dei loro assistiti. Rosin, in particolare, ha sostenuto di aver delegato i lavori e, di conseguenza la responsabilità del cantiere, alla ditta Gerotto. Il gup Marchiori, però, ha ritenuto che la vicenda debba essere ricostruita nel corso di un dibattimento pubblico. L'incidente risale al 22 giugno del 2004: attorno alle dieci del mattino, Filippi stava lavorando sul tetto della Jmel Legnami di via Roma Sinistra, a Jesolo, specializzata in semilavorati e arredo per giardinaggio. Improvvisamente il tetto si è aperto sotto il suo peso e l'operaio è caduto pesantemente al suolo, dopo un volo di oltre sei metri. Il suo corpo senza vita è stato rinvenuto poco più tardi da un collega che ha subito dato l'allarme, chiamando anche il figlio Daniele, anche lui dipendente della Gerotto: ma per Gioacchino Filippi non c'è stato più nulla da fare. Nella caduta ha violentemente battuto la testa. Ora spetterà al Tribunale il compito di fare piena luce sull'episodio e accertare con esattezza le responsabilità penali.


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.03.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

Problemi in evidenza

Incroci al buio
Desideriamo segnalare la pericolosità di alcuni incroci del nostro territorio comunale dovuta all'assenza di illuminazione elettrica. Si tratta di un paio di crocevia che sono particolarmente frequentati non solo nelle ore diurne ma anche in quelle serali e notturne quando il buio la fa da padrone.Leggi tutto

Dalla Galleria

Carnevale 2008: il video

Ultimi annunci