| Lavanderia Eli: futuro incerto e preoccupa il silenzio dei sindacati |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| venerdì 10 marzo 2006 | |
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I sindacati, sembra per scelta, non dicono nulla, cresce quindi tra i lavoratori l'inquietudine. Anche le istituzioni pubbliche non si sono fatte sentire, tranne l'iniziativa del consigliere regionale Daniele Stival che ha tentato di aprire un tavolo con l'assessore regionale alle politiche del lavoro, Elena Donazzan. "Purtroppo - si lamenta un'operaia - in questo grave momento siamo senza sindaco e i sindacati non ci dicono nulla. Sembra sia più informata la gente che sta fuori la Eli di chi ci lavora dentro. E' vero, la situazione è gravissima, ma non riusciamo a capire i silenzi del sindacato. In questo momento chi dovrebbe essere competente non ci ha informato praticamente su nulla: se avremo la mobilità o che tipo di cassa integrazione, se riprenderemo a lavorare. Molti sono venuti a vedere per acquisire l'azienda, ma non sappiamo chi e quanto sono interessati. I macchinari forse non saranno il massimo, ma il depuratore è un vero gioiello appena costruito". Insomma buio pesto sul futuro dei lavoratori della lavanderia di Ponte Crepaldo che rappresentava la maggior realtà produttiva di Eraclea e che appena qualche anno fa, impiegando fino a 250 persone, aveva le commesse dai maggiori ospedali del Veneto. |