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Campeggio "svenduto", spunta un manifesto PDF Stampa
giovedì 23 febbraio 2006

Image"Giusto revocare da parte dell'ex sindaco Teso gli accordi capestro siglati dall'ex sindaco che l'ha preceduto, Argentoni, con Nature Invest, proprietaria del campeggio, con la concessione trentennale dei 26mila metri quadrati di terreno ad una lira l'anno, ma è anche grave la successiva svendita del terreno attuata da Teso per un quarto del valore che ha causato un danno erariale di un milione 850mila euro". Gli ex consiglieri comunali Giuseppe Filippi e Osvaldo Cesaro che hanno sollevato il caso della "svendita" dei terreni comunali, forti di due perizie giurate (l'architetto Corbella e l'agronomo Montagner), da loro stessi commissionate, sono usciti con un manifesto dal titolo "Peso el tacon del buso" in cui il "buso" sarebbe quello provocato da Argentoni e il "tacon" quello apposto da Teso.

"Fin dalla discussione in consiglio comunale del 10 ottobre 2004 - scrivono i due ex consiglieri di minoranza - abbiamo ripetutamente chiesto chiarimenti e manifestato dubbi, sia per il prezzo di vendita non equo, sia per la concessione trentennale ad un prezzo simbolico. Le assicurazioni del sindaco Teso sulla presenza di una perizia giurata e del tecnico comunale, architetto Colafrancesco, sui termini della concessione trentennale ancora da decorrere, ci hanno indotto all'astensione. Ma poi abbiamo scoperto che la perizia dell'architetto Toccane non esisteva, anzi solo il 30 novembre 2004 la Giunta gli ha conferito l'incarico ed il 1. agosto 2005 questi l'ha consegnata. E gli stessi termini dalla concessione trentennale erano diversi: non già da decorrere, ma già in atto essendo la convenzione stata approvata in via definitiva e le relative aree stabilmente utilizzate da Nature Invest sin dal 1989, 16 anni prima. L'ex sindaco Teso non poteva ignorare tale fatto, poichè nel 1994, era vicesindaco e aveva ricevuto una richiesta della Nature Invest 'di rivedere e riconsiderare nel complesso tali convenzioni sottoscritte con il comune di Eraclea relative alle cessione delle aree demaniali'". Insomma la concessione trentennale a prezzo simbolico stava per scadere e quindi non poteva essere agitata per abbassare la stima del valore del terreno".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 23.02.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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