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Argentoni: «Quell'area strategica non l'avremmo mai venduta» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
sabato 18 febbraio 2006

Image"Mai avremmo venduto quell'area comunale strategica, a ridosso della pineta e in collegamento diretto con il centro ambientale, che la Giunta Teso ha invece letteralmente svenduto per un prezzo irrisorio a Nature Invest, la società proprietaria del campeggio Porto Felice: la nostra Giunta con la sua delibera aveva solo portato a ratifica una vecchia convezione che concedeva per trent'anni il terreno ad un prezzo simbolico, senza però mai pensare a cederlo". Alberto Argentoni, sindaco di Eraclea dal 1995 al 2004, interviene nella polemica del terreno comunale "svenduto" per 771mila euro, ad un quarto del valore secondo una perizia giurata commissionata dagli ex consiglieri comunali Osvaldo Cesaro e Giuseppe Filippi, per chiarire i motivi che portarono la Giunta da lui presieduta a "non vendere" ma "solo concedere temporaneamente" uno dei terreni a maggior valenza ambientale di Eraclea Mare.

"L'unica area che avevamo intenzione di vendere - spiega Argentoni - era non strategica, e di soli 4150 metri, a ridosso della strada, già utilizzata a parcheggio, e quindi di ben altro valore, per un prezzo di 50 euro al metro quadro, per un totale di 207mila euro, da corrispondere in opere di urbanizzazione: sistemazione di viale dei Fiori e realizzazione di una pista ciclabile in collegamento con il centro. L'area invece strategica di 26mila metri quadri in zona pineta, collegata al centro ambientale, e non quindi interclusa come sostiene l'ex sindaco Teso, avevamo deliberato di concederla in quanto costretti da una Convenzione trentennale deliberata nel 1989, ma mai ratificata. Da notare inoltre che in allegato alla nostra delibera c'era l'accordo sottoscritto con Nature Invest e quindi non c'era in atto nessuna controversia con i proprietari del campeggio. Noi non abbiamo quindi venduto nulla di quell'area strategica; è stato invece Teso a buttare all'aria la convenzione e a "svendere", defraudando così il patrimonio pubblico; dispiace che il commissario prefettizio abbia portato termine il procedimento comportandosi come un notaio senza valutare il danno pubblico arrecato".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.02.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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