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«È stata la Giunta Argentoni a svendere quell'area» PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
martedì 14 febbraio 2006

Image"È stata la Giunta Argentoni a svendere, noi abbiamo solo sanato". L'ex sindaco Graziano Teso interviene in merito ai 26mila metri di terreno comunale venduti alla Nature Invest, proprietaria del campeggio Porto Felice, ad un prezzo ritenuto di favore dai due ex consiglieri comunali Osvaldo Cesaro e Giuseppe Filippi, che per questo hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti. Secondo una perizia giurata da loro commissionata (architetto Corbella) i due ex consiglieri di minoranza sostengono che sarebbe incongruo il prezzo di 22.50 euro a metro per i 18 mila metri di area standard e i 50 euro a metro per gli 8mila metri di produttivo, essendo invece almeno quattro volte superiore il reale valore del terreno.

"Le ripetute denunce - sostiene Teso - di Cesaro e Filippi alla Magistratura nei confronti dell'ultima Amministrazione comunale, denotano l'evidente volontà di far apparire il palazzo municipale come qualcosa di losco, coinvolgendo a cascata anche atti assunti recentemente dagli organi comunali in esecuzione dell'accordo tra Comune di Eraclea e la Nature Invest (il procedimento di compravendita è stato infatti portato a termine dal Commissario prefettizio)". "Con due delibere - ricorda Teso - assunte due giorni prima del voto delle penultime elezioni comunali, la Giunta Argentoni ha adottato una convenzione con la Nature Invest dove si conveniva l'alienazione di un'area edificabile di 4150 metri quadri al prezzo di 50 euro al metro per un totale di 207mila euro, giusta perizia dell'architetto Radames Carbonera. Il Comune, inoltre, doveva concedere il terreno di 26mila metri in uso esclusivo trentennale al campeggio alla Nature Invest per un valore di un euro all'anno, a partire dal giugno 2004. In questo contesto, subito dopo la vittoria elettorale, mi sono mosso nell'intento di chiudere definitivamente le controversie ancora in atto con le società lottizzanti". "L'attività svolta - continua Teso - partiva dalla considerazione che l'area in questione si trova interclusa all'interno del campeggio e quindi diveniva indisponibile per chiunque salvo per il campeggio stesso, a cui del resto era necessaria per la sua classificazione, in quanto area a standard. Si è così ritenuto prioritario rivedere una convenzione che immobilizzava, senza vantaggio per l'ente, per tre decenni l'area, evitando di aprire uno scontato e pericoloso contenzioso con il privato".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.02.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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