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Fanno discutere le mosse del Commissario PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
sabato 28 gennaio 2006

ImageC'è a chi è piaciuto, chi è rimasto perplesso, chi ha polemizzato. Non sono state univoche le reazioni al primo discorso del commissario prefettizio Enrico Caterino, tenuto in occasione della festa di San Sebastiano, patrono della polizia municipale. Riguardo al riferimento al "palazzo dei veleni" in cui il commissario prefettizio ha anche ironizzato, smentendo la presenza in Municipio di "una stanza delle torture" e di presunte "fughe" dei dipendenti, come reazione negativa c'è stato solo qualche sorriso ironico di Giuseppe Filippi, ex capogruppo di "Eraclea Civica", e dell'ex sindaco Alberto Argentoni. "Ma quale avanzamento di carriera?", hanno detto i due riferendosi alle ultime richieste di mobilità dei dipendenti comunali, facendo intendere che il clima del Municipio in questi ultimi due anni non sarebbe stato il massimo.

Più sferzante Giancarlo Rossi, ex capogruppo della Lega Nord, cogliendo alcuni riferimenti al ruolo del segretario comunale-direttore generale. "Quello del commissario è stato un comizio - commenta Rossi - una vera e propria posizione di parte politica con riferimenti espliciti alla lettera inviata da tutti i dimissionari, che oltre a non averla tenuta in considerazione, smentisce pubblicamente con riferimenti, che non so chi possa avere capito se non chi quella lettera ha sottoscritto". Insomma a Eraclea è di nuovo acceso il tono del dibattito non risparmiando la figura super partes del Commissario. Ma cosa sosteneva quella lettera famosa? "Era una lettera - spiegano gli undici dimissionari che l'hanno sottoscritta - in cui si spiegava come inopportuna la riconferma a ruolo di direttore generale del segretario comunale con un compenso spropositato, circa 110mila euro l'anno, rispetto a compiti e responsabilità effettivamente esercitati. Uno dei motivi per cui ci siamo dimessi era infatti l'eccessivo compenso a questa figura, cosa che si configura, a nostro parere come sperpero di denaro pubblico. Il legale da noi interpellato sostiene che non era nei poteri del commissario riconfermare subito quell'incarico così oneroso. Ed anche il nuovo sindaco dovrebbe attendere due mesi prima di procedere. Ricordiamo - sostengono ancora - che così facendo è stato confermato il discusso affidamento diretto della gestione rifiuti ad Alisea, senza gara d'appalto ad evidenza pubblica, di dubbia legittimità".


Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 28.01.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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