| Si complicano in entrambi i fronti trattative e alleanze |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 18 gennaio 2006 | |
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Infatti il nucleo forte che si era costituito attorno ai consiglieri dimissionari, cioè quelli "che hanno mandato a casa Teso" e che sostengono Renata Filippi, presidente del consiglio comunale uscente, come candidato sindaco di un'ampia area alternativa di centrodestra, sembra ora essere frenato dal partito della Lega Nord che in contrasto con il suo capogruppo consiliare uscente, Giancarlo Rossi, favorevole ad una politica di alleanze senza pregiudiziali per la candidatura a sindaco, contrappone un candidato leghista al massimo scranno. "La Lega Nord - sostiene il segretario di Federazione, Daniele Stival - a Eraclea è il partito di maggioranza relativa ed è quindi giusto che pretenda il candidato sindaco". Un criterio, sostenuto a spada tratta anche dal segretario locale, Alessandro Balduit, e conferma la linea di condotta del 1999 e 2004, quando appunto la Lega si presentò da sola. Ancora più complicata la situazione nel centrosinistra che, come metodo di scelta, sembrava indirizzata verso le primarie con vittoria annunciata (dall'ex sindaco Argentoni che peraltro non gradiva) della diessina Rosanna Pasqual. Ma poi è emersa la candidatura del segretario locale dei Ds, Stefano Stefanetto, che non sembra però tanto propenso a spendersi per tenere le primarie a tutti costi. Puntuali arrivano i veti della Margherita. "Intanto niente primarie - premette Giuliano Roma, già assessore della Margherita nell'ultima Giunta Argentoni - e se i Ds vogliono il sindaco, se ne può discutere, ma questo non può essere Stefanetto, deve essere comunque un nome concordato". |