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Si complicano in entrambi i fronti trattative e alleanze PDF Stampa
Scritto da Maurizio Marcon   
mercoledì 18 gennaio 2006

ImageSi complicano in entrambi i fronti le trattative per alleanze e scelta del candidato sindaco. Dopo i primi positivi sondaggi e incontri tra le forze politiche presenti nel territorio, finalizzati più che altro alla scelta del metodo di confronto, l'ultimo fine settimana ha portato una notizia che ha contribuito a rimescolare le carte: niente "election day", per le amministrative non si voterà il 9 aprile, in concomitanza con le politiche, ma una quarantina di giorni più tardi, probabilmente il 14 e 15 maggio. Quaranta giorni di respiro che hanno contribuito a rimescolare la carte in entrambi gli schieramenti.

Infatti il nucleo forte che si era costituito attorno ai consiglieri dimissionari, cioè quelli "che hanno mandato a casa Teso" e che sostengono Renata Filippi, presidente del consiglio comunale uscente, come candidato sindaco di un'ampia area alternativa di centrodestra, sembra ora essere frenato dal partito della Lega Nord che in contrasto con il suo capogruppo consiliare uscente, Giancarlo Rossi, favorevole ad una politica di alleanze senza pregiudiziali per la candidatura a sindaco, contrappone un candidato leghista al massimo scranno. "La Lega Nord - sostiene il segretario di Federazione, Daniele Stival - a Eraclea è il partito di maggioranza relativa ed è quindi giusto che pretenda il candidato sindaco". Un criterio, sostenuto a spada tratta anche dal segretario locale, Alessandro Balduit, e conferma la linea di condotta del 1999 e 2004, quando appunto la Lega si presentò da sola. Ancora più complicata la situazione nel centrosinistra che, come metodo di scelta, sembrava indirizzata verso le primarie con vittoria annunciata (dall'ex sindaco Argentoni che peraltro non gradiva) della diessina Rosanna Pasqual. Ma poi è emersa la candidatura del segretario locale dei Ds, Stefano Stefanetto, che non sembra però tanto propenso a spendersi per tenere le primarie a tutti costi. Puntuali arrivano i veti della Margherita. "Intanto niente primarie - premette Giuliano Roma, già assessore della Margherita nell'ultima Giunta Argentoni - e se i Ds vogliono il sindaco, se ne può discutere, ma questo non può essere Stefanetto, deve essere comunque un nome concordato".


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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.01.2006
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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