| Asl, via il punto prelievi. Protestano gli anziani |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| mercoledì 18 luglio 2001 | |
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L'Asl 10 toglie il punto prelievi e ritiro referti in distretto: anziani sul piede di guerra protestano con il direttore generale dell'azienda sanitaria annunciando manifestazioni. Incredula e preoccupata si dichiara l'assessore ai Servizi sociali, Patrizia Furlan, informata telefonicamente: "Speriamo - si augura - sia solo una sospensione provvisoria". Pure per telefono sono stati avvisati gli stessi impiegati del distretto. L'ordine di servizio della dottoressa Giovanna Pianon, responsabile del distretto Jesolo-Eraclea, è stato laconico: a causa della carenza di personale infermieristico verranno raccolti in distretto solo i prelievi prenotati fino a venerdì 20 luglio. Insomma dalla prossima settimana sarà tolto il già scarno servizio prelievi: al martedì massimo 10 prelievi su prenotazione per gli infrasessantenni; il venerdì per tutti i sessantenni. Anche loro dovranno rivolgersi "alle vicine sedi ospedaliere di Jesolo e San Donà", così almeno è scritto in un fax arrivato al sindaco di Eraclea. Peccato che sul concetto di "vicinanza delle sedi ospedaliere" gli anziani abbiano idee diverse dalla dirigente dell'Asl. "Per gli anziani questi tagli di servizio - protesta Angelo Urban, presidente del movimento anziani di Eraclea - sono destinati a creare pesanti disagi. Recarsi in ospedale, sia a San Donà, ma soprattutto a Jesolo, per un anziano spesso richiede mettere in moto una complessa operazione che coinvolge figli e nipoti. Chi ha fortuna di averli, e non è in grado di servirsi di un mezzo pubblico (quando va bene bisogna andare due volte: una per il prelievo e una per ritirare il referto) e non ha nessuno, l'umiliazione di chiedere costringe a rinunciare. Non è giusto infierire così sulle categorie deboli: la sanità è un diritto che va salvaguardato soprattutto per loro. Come movimento anziani abbiamo scritto al direttore generale dell'Asl ricordando che: in un'epoca dove l'indirizzo è quello di cercare il meno possibile l'ospedalizzazione per curare il malato o l'anziano a casa, tale decisione sembra eccedere in senso opposto. E' certo infatti che in taluni casi alcuni medici di base proporranno prelievi domiciliari a soggetti che magari fino al distretto potrebbero recarsi, non certo in ospedale, con un aggravio maggiore del servizio periferico". "Non possiamo pensare - chiude nella sua lettera Angelo Urban - che in una Azienda di tali proporzioni non si riesca a "trovare" due ore settimanali per tale servizio, magari spezzettandolo tra le varie figure presenti nella stessa struttura". Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.07.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |