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Spiaggia, rigettati i ricorsi sulle assegnazioni PDF Stampa
venerdì 30 dicembre 2005

30 dicembre 2005

ImageRigettati dal Tar i ricorsi che impugnavano l'assegnazione delle aree demaniali marittime bandite dalla giunta Argentoni nell'aprile del 2004. Nella vera e propria "guerra amministrativa" che ha coinvolto a più riprese Tar del Veneto e Consiglio di Stato, per dirimere diritti acquisiti (le concessioni demaniali decadute due volte: per decadenza dei termini e per revoca del Comune) del lucroso business della gestione della spiaggia, a vincere il round sui ricorsi contro i bandi di assegnazione e riassegnazione è toccato questa volta al Comune. In gioco c'erano due terzi delle concessioni in spiaggia di Eraclea Mare, la zona ad est dello stabilmento Miramare, e in particolare dell'ambitissimo chiosco-bar assegnato all'Eraclea Turismo, come peraltro le altre aree, che i diversi concorrenti rimasti esclusi hanno contestato: Archisun di Torre di Mosto per il chiosco; l'Associazione temporanea d'imprese con capofila Andrea Cecconato per il tratto di spiaggia immediatamente a est dello stabilimento Miramare fino al campeggio Porto Felice (SA2); Boccato srl per il tratto ad est del campeggio Porto Felice fino a Pasti (SA3).

Esulta il sindaco Graziano Teso, la cui Amministrazione recentemente decaduta, era arrivata, come forma di autotutela, nell'eventualità di una sentenza sfavorevole del Tar, a rifare, lo scorso febbraio, la gara d'appalto con le buste rimaste paraltro chiuse. "Questa sentenza del Tar - commenta Teso - conferma la bontà degli atti dell'amministrazione comunale. Ora la spiaggia torna a completa disposizione del Comune, visto che il Comune è il massimo azionista di Eraclea Turismo, potendo riassegnarne la gestione a piacimento anche in forma diretta "in house", attraverso una nuova società interamente pubblica o attraverso la stessa Eraclea Turismo, acquisendo le quote residue di proprietà dei privati". Meno convinti che tutto si sia risolto completamente a loro danno, nella complicata vicenda in cui sono tuttora pendenti altri procedimenti ai diversi gradi dei tribunali amministrativi (Tar e Consiglio di Stato), sono i consorzi (Gestur e Cogest) che fanno valere l'ordinanza di sospensiva della revoca delle concessioni demaniali decisa dal Consiglio di Stato per cui il Comune è arrivato a bandirle nuovamente. Una sospensiva peraltro attaccata da una reiterazione dell'atto di revoca del Comune contro cui sono pendenti ricorsi al Tar. Insomma la materia, pur in presenza di una sentenza favorevole al Comune, è tuttaltro che chiarita. Probabilmente lo potrebbe essere con la prossima riforma della legge regionale 33 sul turismo.

Maurizio Marcon

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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 30.12.2005
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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