|
14 dicembre 2005
"Revocare le delibere che istituivano la farmacia di Ponte Crepaldo non era un 'atto dovuto', ma una resa incondizionata ancor prima di combattere la battaglia davanti al Tar, di fronte al quale non ci si è neppure presentati. E non ci voleva molto: bastava sostenere l'ininfluenza di un errore formale, e comunque utilizzare poi la via del ricorso al Consiglio di Stato. Ci si è comportati da deboli contro i forti (i farmacisti) e forti con i deboli (i cittadini di Ponte Crepaldo)". Alberto Argentoni ex sindaco dell'ultima giunta di centrosinistra, a cui è succeduta la giunta di centrodestra di Graziano Teso, ricostruisce la contrastata vicenda amministrativa della farmacia di Ponte Crepaldo.
"Sul testo della legge regionale - ricorda Argentoni - c'era in effetti un errore formale nella trascrizione delle vie che andavano a costituire l'ambito territoriale di servizio della farmacia (eseguendo un copia incolla era saltata una riga facendo apparire una via inesistente), ma questo era comunque ininfluente non solo per la dimostrabilità dell'errore materiale, ma anche perchè la nostra Amministrazione, appena accortasi dell'errore, aveva riadottato la delibera dell'istituzione della farmacia facendo riferimento a due diversi procedimenti. La legge regionale (Marchese) si è quindi solo aggiunta da rafforzativo: il Tar avrebbe quindi potuto bloccare solo uno di procedimenti attraverso cui andavamo ad istituire la farmacia di Ponte Crepaldo. E non è che anche in questo caso si sarebbe potuto strappare il consenso del Tar, davanti al quale non ci si è neppure presentati per il dibattimento e far così valere le buone ragioni della comunità, avendo l'Amministrazione Teso revocato, preventivamente alcuni giorni prima, le delibere". "È vero - ammette Argentoni - il legale incaricato, avvocato Roberta Zanon, aveva consigliato anche la nostra Amministrazione, a causa del polverone sollevato dai farmacisti, di revocare le delibere, ma noi siamo andati avanti lo stesso, arrivando a reperire i locali, indire la gara ed eravamo in procinto di aprire le buste delle offerte. Era una battaglia che andava combattuta, magari cambiando avvocato, nell'interesse della pubblica amministrazione ed in particolare dei cittadini di Ponte Crepaldo. Ed invece ora, ben che vada si dovrà ricominciare da capo".
Maurizio Marcon
Clicca quì per scrivere (o leggere) i commenti alla notizia
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.12.2005 Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. |