| «Fu un atto dovuto la revoca delle delibere» |
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| giovedì 08 dicembre 2005 | |
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8 dicembre 2005 "La revoca di quelle delibere era un atto dovuto - spiega Teso - in quanto eravamo in presenza di una 'Sospensiva' da parte del Tar. Abbiamo quindi dovuto seguire il consiglio del legale del Comune, avvocato Roberta Zanon, che ci consigliò di revocare in forma precauzionale quelle delibere. Ricordo a questo proposito che congiuntamente ai legali del Comune a difendere la farmacia di Ponte Crepaldo c'era anche l'Avvocatura della Regione che sosteneva le ragioni della legge regionale e della delibera della Giunta regionale istitutrice appunto della farmacia". "Ora - conclude Teso - siamo in attesa fiduciosi del pronunciamento della Corte Costituzionale che assieme alle modifiche costituzionali recentemente votate sul trasferimento esclusivo di competenze alle Regioni in materia di sanità, abbiamo mille e una ragione per credere che si possa finalmente riaprire la strada per istituire la farmacia nella frazione". Sulla stessa lunghezza d'onda il legale del Comune, avvocato Roberta Zanon. "In coerenza con il consiglio dato alla precedente Amministrazione - spiega l'avvocato - abbiamo confermato la necessità di revocare le delibere essendo in presenza di una sentenza di Sospensiva da parte del Tar, rispetto all'impugnazione del procedimento dei farmacisti; e questo anche come forma di cautela nell'eventualità di eventuali richieste risarcitorie. In sostanza la revoca era un atto dovuto". A questo proposito c'è però da rilevare che nonostante i consigli del legale fossero i medesimi, la Giunta Argentoni mandò avanti comunque il procedimento amministrativo per istituire la farmacia, ma poi, come noto, arrivarono le elezioni che cambiarono maggioranza.
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