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2 dicembre 2005
Questa volta si sono portati direttamente la cassaforte, staccata dal muro con l'esplosivo. La Cassa di Risparmio di Venezia di Ponte Crepaldo ha subìto un altro assalto, solo che, in questo caso, i malviventi hanno usato le maniere forti, utilizzando un materiale esplosivo per riuscire a portarsi via la cassaforte del bancomat. Altro che taglierini, insomma, con rapine in pieno giorno finite poi male, per loro, con i carabinieri riusciti ad arrestare tutti i delinquenti. La banda ha agito in piena notte e con un certosino lavoro quasi d'alta scuola militare. Sono all'incirca le tre di notte quando si è sentito un forte boato in tutto il paese e l'allarme ha fatto mobilitare le forze dell'ordine.
I ladri, utilizzando una tecnica sofisticata e del materiale esplosivo che ora dovrà essere analizzato in laboratorio da parte delle forze dell'ordine, sono riusciti a sgretolare il muro che sosteneva la cassaforte del bancomat, che dall'urto è finita all'interno; quindi hanno forzato la porta d'ingresso, sono entrati in banca e poi hanno caricato il tutto in un furgone. Secondo una prima stima il bottino sarebbe di circa 15mila euro. Arrivate sul posto le auto dei carabinieri, sono scattate subito le ricerche in tutto il territorio, ma fino ad ora non avrebbero portato ad alcun risultato. Il precedente fatto di cronaca che aveva coinvolto la Carive di Ponte Crepaldo di Eraclea, si era verificato nel maggio del 2004, diventato poi un esempio dell'efficacia investigativa dell'Arma, che riuscì a catturare tutti i malviventi. La rapina venne messa a segno nel pomeriggio; due individui, parzialmente travisati e armati di taglierino, entrarono e si fecero consegnare un bottino di circa 28mila euro. La reazione dei carabinieri portò alla quasi immediata cattura di due dei malviventi. E dopo quasi quattro mesi d'indagine i militari dell'arma sono riusciti a risalire anche al terzo complice. Intanto gli inquirenti stanno indagando anche su un altro caso. La notte scorsa una pattuglia si è insospettita di un'auto abbandonata nei pressi del casello autostradale di Noventa. Si trattava di un'Alfa 156, all'interno della quale sono stati trovati circa 9500 euro in monetine, quindi vari strumenti per lo scasso. E' ipotizzabile che i malviventi, vedendo i carabinieri siano fuggiti abbandonando l'auto. E per oggi è atteso l'arrivo del Cio, la Compagnia internazionale operativa, per affrontare i problemi della criminalità nel territorio.
Fabrizio Cibin
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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 02.12.2005 Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. |