| È Enrico Caterino, il commissario prefettizio |
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| venerdì 11 novembre 2005 | |
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11 novembre 2005 A questo proposito l'ex assessore al commercio Stefano Boso, da parte dei "dissidenti", ha protocollato la richiesta di un incontro urgente con il commissario, appunto per un loro passaggio delle consegne. Ieri mattina i cosiddetti "dissidenti" hanno convocato un incontro, non in Comune, ma alla Tavernetta di Cittanova, ovvero sul luogo dove sorgeva la città progenitrice di Venezia, quasi a significare e riscavare i nobili valori della Serenissima repubblica. Tono e atteggiamenti garbati, ma fermi, nello spiegare il perchè della loro scelta "sofferta e combattuta" di detronizzare Graziano Teso. "Per prima cosa - ha esordito Renata Filippi, ex presidente del consiglio comunale - vogliamo rassicurare i cittadini di Eraclea, chiamata per la prima volta nella storia a vivere l'esperienza del commissariamento: non è vero che la vita amministrativa del Comune si ferma, i lavori impostati e programmati saranno portati avanti con iter regolare. E per questo auguriamo buon lavoro al dottor Enrico Caterino. La nostra scelta particolarmente sofferta e combattuta è stata presa con grande rammarico ed è dovuta ad una contrapposizione politica e non personale. Nessuno di noi aveva precedenti esperienze politiche e il nostro impegno è stato dettato dalla volontà di rinnovare, di dare un contributo alla crescita civile e democratica di Eraclea". "Quando ci siamo accorti - spiega Stefano Boso, ex assessore al Commercio - che non saremmo più riusciti a rispettare il mandato per cui abbiamo chiesto il voto, ovvero di amministrare con trasparenza, condivisione e collegialità, abbiamo deciso che questa amministrazione era finita e bisognava tornare al voto. Noi siamo sì nuovi della politica, ma tutti con una professione e un'esperienza alle spalle". "Non è su una cosa precisa - nota Silvia Veronese, ex assessore alla Cultura - ma sul metodo, sulla democraticità delle scelte da assumere che abbiamo continuato a fare i nostri sforzi di collaborazione. Con il voto sul Piruea della cantina sociale avevamo mandato in messaggio: non era infatti il merito, ma la decisione già presa come al solito, senza coinvolgere non solo i consiglieri di maggioranza, ma anche e soprattutto la popolazione". "Abbiamo deciso di farla finita - conclude l'ex vicesindaco Gianni Cerchier - quando abbiamo capito che non era più possibile cambiare la situazione, oramai compromessa. Ora noi siamo più uniti che mai e possiamo assicurare che la squadra non molla". |